Vietnam 2009 – il diario

 

Vietnam: un lungo, breve viaggio

Giovedì 6 agosto 2009

Vietnam - Hanoi

Vietnam - Hanoi

Come e perché quest’anno abbiamo deciso di andare in Vietnam non si sa. Le diverse mete di viaggio  si rivelano autonomamente durante l’inverno e ad un certo punto sappiamo dove andare. Torniamo ad est. L’itinerario di massima è pronto, guida, visti, zaini (ancora più ridotti rispetto all’anno scorso, bravi!). Si può partire. Volo Air France Torino – Parigi,  6 ore di attesa (purtroppo) e poi la lunga tratta verso Hanoi: undici ore sospesi per aria verso l’oriente remoto.

Venerdì 7 agosto 2009

Arriviamo ad Hanoi verso le 15.30 del pomeriggio. Siamo discretamente ammaccati dal viaggio. Recuperiamo i bagagli e, appena usciti dall’aeroporto, veniamo investiti  dall’aria calda e umida del Vietnam. Una pioggia sottile e intensa ci dà il benvenuto. Pazienza, eravamo preparati al clima non proprio accogliente di questo periodo dell’anno.  Dividiamo il taxi con una coppia di ragazzi inglesi e percorriamo le strade trafficatissime che in circa quaranta minuti ci portano in città. La quantità di auto e soprattutto di motorini e biciclette è impressionante. D’altra parte il Vietnam è un paese con più di 80 milioni di abitanti. Il fatto è che sembrano tutti qui, ora, contemporaneamente.

Vietnam - Hanoi

Vietnam - Hanoi

Troviamo una stanza in un hotel nel quartiere vecchio per la prima notte. Doccia, una mezz’ora di relax e poi ci prepariamo per un giro serale a piedi per le vie della città. Il quartiere vecchio è molto suggestivo, caotico all’inverosimile, colorato, super commerciale. Una babele. Ceniamo in un piccolo locale con terrazzina al primo piano e, tra un riso vietnamita e una birra, ci godiamo lo spettacolo notturno.

Sabato 8 agosto 2009

Gooood moooorning Vietnam! Dopo una veloce colazione ci spostiamo in un altro albergo leggermente più confortevole sempre nel quartiere vecchio, a soli tre isolati di distanza. Oggi la giornata sarà dedicata alla visita della città. Hanoi  offre molto da vedere.  Camminiamo inizialmente senza meta precisa per il quartiere vecchio che è diviso in tante diverse zone a seconda del commercio praticato: ci sono le vie degli stagnini, quelle dei commercianti di bambù, quelle dei venditori di vestiti, quelle dove si vendono strumenti musicali. Comunque c’è sempre qualcuno che vende qualcosa. Camminare per strada richiede un certo impegno: marciapiedi e vie sono sempre perennemente invase da centinaia, migliaia di persone, motorini, biciclette, auto, bus in perenne transito. Attraversare le strade è una avventura con rischio elevato. Bisogna saper prendere le misure.

Vietnam - Hanoi - old quarter - bambù

Vietnam - Hanoi - old quarter - bambù

Nell’arco della giornata arriviamo ad un bel lago nel centro della città che, su una piccola isola collegata da un ponticello, ospita uno dei tanti templi buddisti. Ci spostiamo poi, sempre a piedi, fino al Tempio della letteratura, bello e ingolfato di turisti, per poi continuare a girovagare qua e là assaporandoci la nuova atmosfera. Il caldo e l’umido raggiungono livelli allucinanti. Sfatti dalla lunga camminata e dal clima ci fermiamo a mangiare e bere in un locale sulla piazza del lago. Wireless ovunque per cui ne approfittiamo per dare notizie a casa con una bella telefonata Skype gratuita alla faccia delle nostre compagnie telefoniche.

Vietnam - Hanoi - teatro marionette sull'acqua

Vietnam - Hanoi - teatro marionette sull'acqua

Verso il tardo pomeriggio ci godiamo lo spettacolo  al Teatro delle marionette sull’acqua. Racconti di storia e leggende popolari interpretati da marionette di legno che vengono mosse e animate sull’acqua. Una tradizione antichissima. Molto particolare. A seguire cena e rientro in albergo. La prima vera giornata vietnamita volge al termine.

Domenica 9 agosto 2009

Dedichiamo la giornata di oggi ancora ad un giro per Hanoi. La chiassosa e caotica atmosfera ci ha catturati e ci buttiamo nel delirio della domenica con coraggio. Venditori di frutta, cappelli a cono, clacson, souvenir, motorini, motorini e ancora motorini.  Questa sera partiremo per Sapa, verso le montagne a nord-ovest di Hanoi, teniamo la stanza fino al tardo pomeriggio perché abbiamo prenotato un treno notturno.

Vietnam - treno notturno per Sapa

Vietnam - treno notturno per Sapa

Verso sera carichiamo gli zaini in spalla e con un taxi  ci facciamo portare alla stazione, che moltiplica, come tutte le stazioni del mondo, il caos per 100.  Le cuccette da 4 posti che ci aspettano sono molto belle, pulite, tutte in legno, con cuscini e lenzuola pulite. Conosciamo gli altri due ospiti del nostro scompartimento: una coppia di signori francesi di mezza età, simpatici e gentili. Il treno parte in orario, oramai è buio e, tra varie sigarette fumate tra i vagoni e svariate birre ci facciamo venire sonno. Domani ci sveglieremo tra le montagne.

Lunedì 10 agosto 2009

Vietnam - la valle di Sapa

Vietnam - la valle di Sapa

Arriviamo all’alba alla stazione di Lao Cai e lì ci aspetta il pulmino che ci porterà a Sapa. Ci stipano in 45 su un mezzo per 20 e, in qualche modo, partiamo. La strada che percorriamo si inerpica su per le montagne, il panorama è stupendo. Siamo vicini al confine con Laos e Cina: intorno a noi boschi, campi coltivati a riso in cima alle colline, nuvole bianche e basse che avvolgono tutto in una specie di nebbia soffice. Arriviamo all’albergo molto bello, con le stanze distribuite su tante terrazze arrampicate per la montagna. Dalla nostra la vista sulle montagne e sulla valle e splendida. La nebbia e il cielo grigio rendono addirittura il tutto più suggestivo.

Dopo esserci sistemati e riposati un po’ (la notte in cuccetta non è stata così indolore) facciamo un giro a piedi per il paesino. Per le strade molti turisti e un assalto di donne e ragazze delle tribù H’Mong vestite nei vari e diversi costumi tradizionali (H’Mong neri- H’Mong bianchi – H’Mong fioriti…) che cercano di venderci qualsiasi cosa: abiti, braccialetti, tessuti, ricami. Assalto a parte i colori e le fogge dei loro costumi ci lasciano veramente ammirati.

Vietnam - Sapa

Vietnam - Sapa

Gli H’mong Neri,ad esempio, indossano vestiti di colore blu-indaco. Le donne indossano una gonna e una specie di grembiule, delle ghette ricamate e una fascia rigida come cappello mentre le donne della tribù degli H’mong Fioriti indossano abiti più elaborati e di solito portano una specie di sciarpa di lana in testa. Tutte le donne H’Mong, a prescindere dalla tribù di appartenenza, portano grandi collane d’argento,braccialetti e orecchini.
 Nel nostro girovagare attraversiamo un mercato etnico di artigianato e un mercato tradizionale traboccante di frutta e verdura conosciuta e sconosciuta. Per le strade si incrociano moto, auto e mandrie di bufali. La giornata scorre tranquilla. Abbiamo concordato con due ragazze Black H’Mong un trekking per domani fino al loro villaggio. Cena e riposo sono un dovere e un piacere.

Martedì 11 agosto 2009

Vietnam - Sapa - verso il villaggio Black H'Mong

Vietnam - Sapa - verso il villaggio Black H'Mong

Al mattino le due donne della tribù dei H’Mong neri ci aspettano puntuali fuori dell’albergo e partiamo per il trekking che ci porterà al villaggio. Ci aspettano circa 5 ore di cammino tra campi di riso, sentieri inerpicati tra le montagne,  fango, sole e pioggia. molto bello. In mezzo a questa natura meravigliosa non sentiamo la fatica e lungo il tragitto chiacchieriamo di tutto facendoci raccontare il più possibile sulla loro vita. Arriviamo al piccolo villaggio fatto di case di legno e fango nascosto tra il fitto della foresta e mentre le donne preparano il pranzo accendendo un fuoco sul pavimento di terra della capanna noi giochiamo con la miriade di bambini che spuntano da ogni angolo.

Vietnam - Sapa - campi di riso

Vietnam - Sapa - campi di riso

Mangiamo con tutta la famiglia e poi incominciamo la discesa di 1 ora per raggiungere il fondovalle ritornare in paese. Raggiunta la strada principale contrattiamo un doppio passaggio in moto per tornare a Sapa ed evitarci altre due ore di cammino. Pessima decisione. A pochi chilometri dall’arrivo il mio autista inesperto perde l’equilibrio e per una banale caduta quasi da fermi la mia gamba destra si cuoce sulla marmitta incandescente. Non sembra così grave e raggiungiamo comunque il paese. Basta una mezz’ora per renderci conto che l’ustione è seria. Acquistiamo farmaci di prima necessità in farmacia e torniamo in albergo per medicare la ferita. Alla sera usciamo per cenare ma con il passare delle ore il dolore aumenta. Dormiamoci sù, tanto altro per ora non possiamo fare.

Mercoledì 12 agosto 2009

Vietnam - verso Dien Bien Phu

Vietnam - verso Dien Bien Phu

Al mattino la gamba sembra un brasato, la medichiamo, la fasciamo e,  nonostante tutto, partiamo come avevamo previsto per Dien Bien Phu . Ci aspettano 9 ore di scomodo pulmino con pochi altri turisti e molti viaggiatori locali. Tralasciando la scomodità il tragitto è bellissimo: attraversiamo una parte selvaggia e assolutamente non turistica del Vietnam, raggiungendo un passo a quasi 200 metri. Le strade sono molto brutte, piene di fango e buche per gran parte del tragitto. Arriviamo a Dien Bien Phu alle 17 circa e troviamo alloggio in un piccolo hotel piuttosto brutto ma va bene lo stesso: siamo stanchi e  necessitiamo al più presto di una stanza qualsiasi dove poter riposare e rifare la medicazione alla povera gamba abbrustolita. Nonostante la difficoltà di deambulazione  alla sera facciamo quattro passi per curiosare qua e là e cercare un posto per cenare. Acquistiamo i biglietti aerei per il ritorno ad Hanoi e dopo un lungo giro a piedi finiamo in un ristorante di un hotel che dovrebbe essere di lusso…mah…non sembra proprio. Pazienza, la nostra resistenza è vicina al limite e altri posti per cenare non se ne vedono. Dien Bien Phu non è per nulla turistica. Dopo cena ci aspettano i chilometri del ritorno fino all’albergo. Ci arriviamo a pezzi, ma ci arriviamo.

Giovedì 13 agosto 2009

Vietnam - Dien Bien Phu

Vietnam - Dien Bien Phu

La gamba peggiora ma decidiamo di continuare stoicamente il viaggio. Passiamo tutta la mattina in giro per Dien Bien Phu tra strade commerciali e non, monumenti alla battaglia vittoriosa contro i francesi con scalinate in marmo di stile sovietico, mercati, negozi e qualche birra. Alle 15,40 ci facciamo portare in aeroporto per prendere l’aereo per Hanoi. Dopo due ore siamo di nuovo all’hotel Capital nel vecchio quartiere. Il primo giro è alla ricerca di una farmacia e il secondo alla ricerca di una cena. La gamba fa male, molto male. Muoversi sta diventando sempre più difficile. Domani penseremo a che cosa fare. Domani.

Venerdì 14 agosto 2009

Vietnam - Hanoi

Vietnam - Hanoi

Oggi decidiamo di prendercela comoda. Facciamo al mattino un breve giro per Hanoi zoppicando, poi capiamo che è meglio tornare in stanza a riposare. Incomincia a piovere piuttosto forte e la mia gamba peggiora di ora in ora. Che fare? Partire o non partire per il tour della baia di Halong? Ci pensiamo e ripensiamo e decidiamo per il sì, tanto dovremmo essere sempre trasportati da bus o barche. Decidiamo di provare a fare finta che non sia successo nulla e continuare come previsto a percorrere il nostro itinerario. Quindi? Quindi oggi è meglio riposare e riprendere le forse. O almeno provarci.

Sabato 15 agosto 2009

Al mattino presto partiamo per il tour ad Halong Bay. CI caricano su un bus intruppati con altri turisti di varie nazionalità (da coppie europee e australiane a chiassose famiglie vietnamite). Dopo tre ore di bus arriviamo al porto e ci caricano su un mega barcone di legno tipo veliero. Parte il tour per la baia che, nonostante l’eccessivo sfruttamento turistico, è di una bellezza mozzafiato. Purtroppo il cielo è grigio e il verde dell’acqua non è così brillante come speravamo ma le rocce e le isole-montagne intorno a noi sono magnifiche.

Vietnam - Halong Bay

Vietnam - Halong Bay

Navighiamo per tutta la giornata con qualche stop qua e là:  una grotta di stalattiti, una spiaggia. Io purtroppo rimango sulla barca perché non sono quasi più in grado di camminare. Mi godo il paesaggio dal pontile e va bene lo stesso. Arriva l’ora di cena: la barca è ferma in una piccola baia circondata di rocce, molto suggestiva. Dopo birra, sigarette e chiacchiere con altri viaggiatori guardando le stelle ci ritiriamo in cabina per la notte. Io sto sempre peggio, incomincio a temere di dover interrompere il viaggio. Per ora non ci vogliamo pensare, anche se ci stiamo già pensando sotto sotto.

Domenica 16 agosto 2009

Dopo la colazione in barca ripartiamo e attracchiamo all’isola di Cath Bay. Un bus ci porterà fino al paese. Le semplici operazioni di sbarco, scarico zaini, raggiungimento del bus diventano molto complicate nelle mie condizioni. Il povero Sigfrido si carica di tutto, me compresa, e ci trasciniamo come il gatto e la volpe. Per aiutarci nella difficile operazione il buon cielo provvede a scatenare un temporale tipo tempesta che ci infradicia fino al midollo.

Vietnam - Halong Bay

Vietnam - Halong Bay

Durante il tragitto in bus scopriamo che la giornata di oggi prevede diverse escursioni  che praticamente finiscono tutte in -ing: trekking, byking, snorkelling, kayaking. Perfetto. La gita oggi decisamente non è alla portata della mia ustione. Desisto e decido di farmi scaricare all’albergo che ci ospiterà per la notte. Sigfrido si butta nel vortice degli -ing per portarmi per lo meno qualche foto di ciò che avremmo dovuto vedere insieme e io mi piazzo a letto con libri e tv. Ma che sfiga. Verso  sera il gruppo ritorna e dopo una lauta cena ci rifugiamo nuovamente in stanza. io oramai posso solo saltellare sulla gamba sinistra e farci un giro per il paese è al di là del possibile.

Lunedì 17 agosto 2009

Al mattino ci caricano sul bus che ci trasporta fino al molo, ci trasbordano di nuovo sul vascello, e ritorniamo, dopo qualche ora di navigazione, sulla terraferma. Continuiamo ad ammirare durante il ritorno l’incredibile e unico paesaggio naturale che ci circonda, con le immense rocce ricoperte di vegetazione che spuntano come enormi funghi dal mare. Peccato solo per l’incredibile inquinamento dell’acqua che in certi punti scintilla di colori cangianti e fosforescenti di oli e benzine. Chissà tra qualche anno cosa resterà di tanta meraviglia.

Vietnam - Hanoi - rete elettrica

Vietnam - Hanoi - rete elettrica

Al porto ci aspetta l’ennesimo bus per Hanoi, ci fermiamo per il pranzo più o meno a metà strada in un hotel orrendamente turistico e finalmente arriviamo ad Hanoi . Torniamo nel solito hotel dove oramai siamo di casa, alla sera con un piccolo e ultimo sforzo ci trasciniamo a mangiare qualche cosa solo poche vie più in là e poi ci ritiriamo per la notte. Durante la quale, per inciso, nel tentativo di raggiungere il bagno tra dolori lancinanti alla gamba, mi schianto per terra causa acqua fuoriuscita dalla doccia. Ma meno male, mi mancava. Abbiamo deciso comunque di partire domani per Huè, spostandoci dal nord del paese al centro e poi si vedrà. Continuiamo a non volerci rassegnare.

Martedì 18 agosto 2009

Vietnam - tempio buddista

Vietnam - tempio buddista

Partiamo per Huè con l’aereo alle 9 del mattino. Arriviamo e con un bus ci facciamo scaricare in centro. Fatichiamo un poco per trovare un hotel, la cittadina è meta di molto turismo che viene qui per visitare soprattutto la bellissima cittadella imperiale.. Dopo qualche ricerca troviamo posto in un albergo piuttosto bello e decidiamo di regalarcelo anche perché le condizioni della mia gamba necessitano di qualche confort in più rispetto al nostro solito standard. Siamo stanchi e, in verità, piuttosto depressi per la situazione. Al punto che saltiamo la cena tanta è poca la voglia di uscire con tutte le difficoltà che comporterebbe. Un giorno di dieta non ci farà male.

Mercoledì 19 agosto 2009

Vietnam - Hanoi - Old Quarter

Vietnam - Hanoi - Old Quarter

Anche oggi trascorriamo praticamente tutta la giornata in stanza a soffrire e a pensare cosa fare. Io non riesco praticamente neppure più ad alzarmi dal letto, se non con molta fatica e molto dolore. Riposo e medicazioni sono il nostro unico impegno quotidiano. Alla sera usciamo per cenare, non possiamo saltare di nuovo. Con una bicicarretto-taxi raggiungiamo la zona dei locali e dei ristoranti e dopo una cena così così ci facciamo riportare all’hotel, un po’ mesti e sconsolati. Che dire, che fare, chissà. Continuiamo a girare intorno alla questione e alla decisione. Non è facile, abbiamo sognato questo viaggio per mesi e ora…

Giovedì 20 agosto 2009

Vietnam - Sapa - donna tribù Black H'Mong

Vietnam - Sapa - donna tribù Black H'Mong

E ora non resta che rassegnarsi al destino e arrendersi al viaggio sia che porti cose buone sia che ne porti di meno buone e agire di conseguenza. Tra telefonate Skype e SMS con l’Italia la decisione è presa: dobbiamo raggiungere Ho Chi Min city (Saigon) e cercare un volo per tornare in patria. Altro non è possibile fare. La gamba peggiora, ho bisogno di medicazioni professionali, sono diventata un peso morto per l’inabilità a camminare e rischio l’insorgere di infezioni, che ad onor del vero cominciano timidamente a manifestarsi. Con la morte nel cuore e…nel portafoglio acquistiamo il biglietto aereo per la capitale. Dopo l’ennesima intera giornata trascorsa in stanza decidiamo di fare un piccolo-grande sforzo e uscire per cenare e distrarci un poco. Questa volta scegliamo un ristorantino con cucina indiana che ci mette di buon umore e, sulla via del ritorno, ci fermiamo pure in un bar a farci un’ultima bevuta. Con Skype telefoniamo in Italia  (qui c’è il WiFi dappertutto e funziona pure bene…incredibile) e poi andiamo a dormire.

Venerdì 21 agosto 2009

Vietnam - divinità buddiste

Vietnam - divinità buddiste

Voliamo da Huè a Ho Chi Min e con un taxi cerchiamo in hotel nella zona centrale per essere più comodi ai vari servizi. Ci fiondiamo subito all’ufficio dell’Air France e scopriamo, come già immaginavamo, che i voli non ce li cambiano e quindi sono persi. Ci chiedono tempo fino al pomeriggio per trovare comunque due posti per tornare in Italia al più presto possibile. Torniamo in hotel e alle 17 ci presentiamo con speranza: per fortuna ci hanno trovato i voli per domani. Paghiamo ex novo i due biglietti senza capire bene se siamo felici o tristi.Felici per il volo trovato. Molot, molto tristi per la fine decisamente anticipata del nostro viaggio. Vabbè.  Ceniamo in un ristorante vicino all’hotel perché non riesco più a camminare se non per pochi metri. Avviliti, scornati, delusi.

Sabato 22 agosto 2009: lasciando il Vietnam

Vietnam - in taxi a Ho Chi Min City

Vietnam - in taxi a Ho Chi Min City

Restiamo in stanza fino alle 12.00 e poi ci buttano fuori. Nell’attesa dell’ora di partenza ci rifugiamo in un bar ristorante del centro (sempre con WiFi )e cazzeggiamo fino alle 15.30 quando con il taxi ci facciamo portare in aeroporto. Comincia una lunga attesa fino all’apertura del check-In, recuperiamo una sedia a rotelle e Sigfrido mi spinge qua e là per i duty free, i bar e le zone fumatori fino all’ora della partenza (19.30). Comincia il lungo, lunghissimo viaggio di ritorno.

Domenica 23 agosto

Atterriamo a Parigi e proviamo l’emozione del transito per corsie preferenziali su sedia a rotelle, ci imbarchiamo sul volo per Torino e arriviamo a Caselle alle 9.00 del mattino. La vacanza è proprio finita, non resta che andare al CTO. Nella mente quello che abbiamo visto e quello che avevamo sognato di vedere: la costa sud del paese, le isole di Nha Trang e Phu Quoc, il delta del Mekong, il meraviglioso tempio di Angkor Wat in Cambogia…

Vietnam:

Mappa e itinerario Vietnam

Immagini – Vietnam

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