Kenya – Tanzania 2007 – il diario

 

Surfin’ Safari – Kenya Tanzania – il Diario

30 agosto – Torino – Malpensa

Kenya - Masai Mara - leonessa

Kenya - Masai Mara - leonessa

Sveglia presto al mattino, chiudiamo i nostri zaini e raggiungiamo Paola e Dino per pranzare insieme a casa loro e fare un ultimo controllo ai bagagli e ai documenti. Tutto pare a posto anche se la quantità di regali per i bimbi delle scuole che abbiamo comprato occupano il 70% dello spazio utile. Nel primo pomeriggio partiamo in auto per Malpensa, destinazione First Hotel, dove passeremo la notte in attesa del volo verso il Kenya di domani all’alba. Piazzate le valigie in camera vaghiamo per le campagne dell’hinterland milanese alla ricerca di un ristorante. Decidiamo di mangiare nella locanda dei vecchietti proprio sotto il nostro albergo. L’età media dei camerieri supera l’ottantina, sono simpatici, cordiali e il cibo ottimo. Anche se siamo solo a 150 chilometri da casa ci sentiamo già in vacanza.

31 agosto – Malpensa Londra Nairobi, Kenya

Il risveglio è all’alba ma non ci costa fatica, vista l’eccitazione per la partenza ormai prossima. Lasciamo l’auto nel parking poco distante dall’hotel, con la navetta ci facciamo trasbordare all’aeroporto e dopo le ultime sigarette da qui a molte ore finalmente ci imbarchiamo. Arriviamo a Londra-Hetrow in perfetto orario, ma dobbiamo fare comunque una corsa per il nostro terminal di transito visto che abbiamo veramente pochissimo tempo per l’imbarco. Tutto fila liscio e decolliamo per l’Africa, destinazione Kenya. Il volo diurno ci regala una splendida vista della nostra penisola e dei deserti africani, che paiono infiniti. Arriviamo a Nairobi un po’ acciaccati verso sera e ci aspetta la prima sorpresa

Kenya - Masai Mara - piste

Kenya - Masai Mara - piste

Insieme alla nostra guida in Kenya, Martin, anche Pray ci sta aspettando al terminal. Si è fatto il lungo viaggio dalla Tanzania solo per venirci ad accogliere e salutare. Siamo commossi. Abbracci e presentazioni con Paola e Dino e poi via verso l’albergo. Scopriamo che a Nairobi è proibito fumare per strada. Un duro colpo per noi, ma i nostri amici ci fanno accendere sigarette su sigarette nel pulmino durante il tragitto verso l’Hotel. Alloggiamo all’ Holiday Inn, un piccolo regalo per la prima notte. Le mega stanze ci consentono doccia e riposo. Domani si parte davvero!

1 settembre – Nairobi Masai Mara

Kenya

Martin e Pray ci vengono a prendere in albergo dopo colazione per portarci nell’ufficio del piccolo tour operator locale per saldare i giorni che trascorreremo in Kenya. Salutiamo Pray e partiamo con Martin, destinazione Masai Mara. Dopo un bel po’ di chilometri iniziamo a salire lungo le pendici della Rift Valley. Facciamo una prima tappa per ammirare la vallata immensa che si stende a perdita d’occhio sotto di noi e dopo i primi acquisti di souvenir proseguiamo il lungo tragitto di oggi con le strade che diventano sempre più inagibili.

Kenya - Masai Mara - antilopi

Kenya - Masai Mara - antilopi

Finalmente arriviamo a destinazione e partiamo immediatamente per il nostro primo giro nel Masai Mara, forse il parco più famoso del Kenya. Cieli di nuvole incredibili ci sovrastano incombenti preparando un temporale. Il primo giro ci regala visioni di animali in branco di ogni specie. Domani ci ritufferemo nell’eden, ora si sta facendo tardi. Arriviamo al primo lodge del viaggio. Veniamo accolti dai gestori con una bibita fresca e un panno caldo per il sudore e la polvere. Ci sistemiamo nelle belle capanne-bungalow, doccia, cena, chiacchiere e poi a dormire. Sopra di noi le stelle dell’Africa punteggiano il buio.

2 settembre – Masai Mara

La mattinata di oggi è dedicata a sobbalzare qua e là nel parco del Masai Mara: una teoria di gnu a destra e a sinistra, ghepardi, ippopotami, leoni e tutto quanto si può immaginare si offre ai nostri occhi. Facciamo anche un piccolo pezzo a piedi nella savana vicino al Masai River infestato dai coccodrilli in attesa della migrazione dei poveri gnu. Siamo scortati da una guardia armata di fucile, un maasai alto circa due metri. Il pericolo però non viene dagli animali feroci, bensì dall’infido fango: lungo il sentiero mamma fa una caduta rovinosa proprio vicino al fiume dei coccodrilli e si fa male. Decisamente. L’osso sacro prende una botta bella forte e il maasai, per trattenerla rischia di cadere pure lui e io a seguire, come tessere del domino. La mamma, eroica, riesce a rialzarsi.

Kenya - Masai Mara - Hippo pool

Kenya - Masai Mara - Hippo pool

Ancora un po’ di parco qua e là per le piste sterrate e poi torniamo ai nostri giacigli per un riposino. Dopo la pausa ci prepariamo per una visita al villaggio Masai. Lo raggiungiamo a piedi. Siamo accolti da uomini e bambini. Il capo indossa una specie di colbacco di leone, che naturalmente siamo costretti a provare a turno con esiti a dir poco surreali. All’interno del villaggio camminiamo su uno strato di fango e merda ad altezza caviglia. Le donne danzano e cantano un rituale di benvenuto nel quale veniamo coinvolte io e mamma. Beh, lasciamo perdere… Entriamo nelle capanne, scambiamo qualche parola in un inglese stentato (sia il nostro che il loro) e ci congediamo con un ovvio acquisto di souvenir. Al ritorno ci concediamo un lungo aperitivo sulla veranda del lodge sotto un acquazzone scrosciante, poi ancora riposo e per finire la cena.

3 settembre – Masai Mara  Arusha

Kenya - villaggio Masai

Kenya - villaggio Masai

Partiamo all’alba dal Masai Mara alla volta di Arusha. Sarà una giornata interminabile, ma ancora non lo sappiamo. Percorriamo per ore piste sterrate per raggiungere Nairobi (aggiungendo belle deviazioni di Martin in zone semi sconosciute al di fuori dell’area del parco con centinaia di zebre e gazzelle che pascolano libere). Arriviamo a Nairobi verso l’ora di pranzo e Martin ci lascia alla stazione del bus con il quale passeremo il confine del Kenya alla volta della Tanzania. Partiamo per la seconda parte del viaggio odierno tra buche e saltelli sconquassanti. La schiena di mamma resiste a stento. Arriviamo alla frontiera e dopo le pratiche alla dogana salutiamo il Kenya e entriamo finalmente in Tanzania. Le strade sono migliori,ma nei limiti. Arriviamo ad Arusha che è oramai buio, dopo circa 12 ore di frullatore. Ci aspettano Pray, Loth e Bryceson: scattano gli abbracci e le presentazioni. Scaricati i nostri bagagli ci portano al Karama lodge, sulle colline, un posto bellissimo con bungalow in legno vista valle. Decidiamo di mangiare lì, e chi osa rimettersi in macchina. Siamo a pezzi.

4 settembre – Arusha Tarangire

Tanzania

Al mattino ci sentiamo come risorti. Il nostro caro amico Bryceson ci viene a prendere per portarci all’ufficio di Loth e Pray. Rivediamo quasi tutti gli amici dell’anno scorso (cuochi, guide, portatori) e ci facciamo un sacco di abbracci e feste. Chiacchiere, saldo del viaggio e caffè e poi partiamo con Bryceson alla volta del Tarangire. Ci avventuriamo in un primo bellissimo giro con la jeep scoperta nel parco e come sempre vediamo un sacco di animali: giraffe, elefanti e elefantini a pochi metri da noi, antilopi, zebre… Mamma e papà sono entusiasti. All’uscita percorriamo un po’ di chilometri sulla strada asfaltata per poi inoltrarci nel nulla alla ricerca del nostro lodge.

Tanzania - zebre e tramonto

Tanzania - zebre e tramonto

Dopo una specie di deserto disabitato arriviamo in una zona sabbiosa in riva al lago. La prima impressione è quella di un posto abbandonato, chissà perché. Invece il posto è magnifico. Le nostre capanne sono costruite come palafitte con le pareti di stoffa: una specie di enorme tenda che riserva all’interno letti a baldacchino e pavimenti in legno. Scopriamo, una enorme terrazza sul lago con tanto di passerelle che si inoltrano nella natura, tra le zebre che brucano a pochi metri da noi fino all’orizzonte. Optiamo per un aperitivo memorabile in questa specie di quadro vivente che ci circonda. All’ora di cena Bryceson sparisce, Peccato, qui poteva mangiare con noi. Birre varie, wiskey e sigarette sotto la luna davanti ad un braciere. A seguire dormitona.

5 settembre – Tarangire Serengeti

Oggi ci aspetta un lungo viaggio che dal Tarangire ci porta al Serengeti. Salti e sballonzolamenti, come sempre, ma quello che si vede intorno è talmente bello che non ci si accorge di nulla, o quasi. Mitica l’entrata alla zona dei parchi: passiamo vicini a Ngoro Ngoro e ci fermiamo per uno sguardo dall’alto. Meraviglioso: Paola e Dino rimangono ipnotizzati e noi pure anche se siamo qui per la seconda volta. Raggiungiamo il Serengeti e dirigendoci verso il lodge lo giriamo già in lungo e in largo. Il lodge è enorme ma fatto con criterio, quasi scompare tra la natura.

Tanzania - Serengeti - Rock Hyrax

Tanzania - Serengeti - Rock Hyrax

Le stanze sono fatte in serie ma carine. Dopo aver sistemato i bagagli ci installiamo nella zona bar e ristorante, bellissima, tutta scavata nella roccia. Invitiamo Bryceson per una birra da sorseggiare guardando l’orizzonte, con gli animali selvatici che ci passano davanti nell’immensa pianura sottostante. Mega lucertoloni colorati sonnecchiano sulle rocce accanto a noi e i rock Hirax ci corrono quasi tra i piedi. La notte ci culla con le urla di babbuino (baaabu!), e al mattino decine di manguste razzolano sotto la finestra, mentre le scimmie lottano a colpi di scopa con i poveri inservienti addetti alle pulizie che cercano di non farsi rubare l’attrezzatura. Surreale.

6 settembre – 7 settembre Serengeti e Ngoro Ngoro

Questa giornata è completamente dedicata al Serengeti e qui è quasi impossibile elencare tutte le meraviglie che riusciamo a vedere. Pensate una cosa…c’era. Per farvi un’idea sfogliate l’album di foto…Altra sera al lodge, cena tranquilla. Piccolo incidente. A Dino fregano le pile ricaricabili che aveva lasciato in zona bar. Turisti incivili e pezzenti, w gli animali! Al mattino approfittiamo della strada che ci porta fuori dal parco per girarlo ancora un po’. Riusciamo persino a vedere un tentativo di caccia di una leonessa e un leone.Fallito. Peccato per loro. Meglio per l’antilope sfigata di turno. Una scena comunque emozionante.

Tanzania - Ngoro Ngoro - Hyena

Tanzania - Ngoro Ngoro - Hyena

Nel pomeriggio arriviamo al lodge sul bordo del cratere di NgoroNgoro. L’ora è tarda, abbiamo giusto il tempo di prenderci un aperitivo sulla terrazza, costruita a picco sull’abisso del cratere. Riusciamo perfino a vedere un raro rinoceronte con il cannocchiale! La cena e il dopocena li passiamo davanti a un camino gigante, e ci propinano pure uno spettacolino di canti e balli. Turistico ma carino. Fa piuttosto freddo, ci ritiriamo sotto le coperte. Dino dorme poco, forse è colpa dell’altitudine (2200 mt circa).

8 settembre – 9 settembre Ngoro Ngoro Lake Manyara

Questa mattina si scende nel cratere: l’esperienza è unica, la strada è talmente ripida che sembra di tuffarsi nel vuoto. Quando si arriva sul fondo si resta come catturati dal luogo. Sembra di essere su un altro pianeta, la luce è diversa, i colori sono rarefatti e magici. Attraversiamo il cratere in lungo e in largo, inseguendo lontani rinoceronti, fendendo branchi di zebre e gnu che camminano in lunghe file che paiono non avere fine, incontrando qua e là buffi struzzi che ci guardano perplessi. Per non dire di gazzelle, antilopi, strani uccelli.

Tanzania - Ngoro Ngoro - leone

Tanzania - Ngoro Ngoro - leone

Ngoro Ngoro ci regala un incontro ravvicinatissimo con un branco di leoni, maschi e femmine, sdraiati lungo la riva di un piccolo corso d’acqua e direttamente sulla strada che dovremmo attraversare. Ci fermiamo a lungo per godere lo spettacolo ed emozionarci come non mai. Così da vicino i leoni sono veramente imponenti. Alla fine uno si alza piscia direttamente sulla jeep. Ad altezza porta, per rendere l’idea della sua dimensione. Salutiamo e andiamo. Il pranzo al sacco lo consumiamo vicino ad un lago pieno di ippopotami con sopra la testa rapaci che si buttano in picchiata e fregano il cibo dalle mani. Bisogna fare attenzione. Ancora un giro per le piste sterrate e poi salutiamo NgoroNgoro e viaggiamo verso Mto Wa Mbu e il Lake Manyara, la nostra prossima tappa.

Arriviamo al lodge, e facciamo un bagno improvvisato nella piscina deserta e un po’ dismessa. Dino in mutande perché il costume non se l’è portato. Aperitivo, a cena invitiamo Bryceson e tra molte chiacchiere in varie lingue arriviamo all’ora della buonanotte. Tutto il giorno successivo lo trascorriamo al Lake Manyara, che ancora ci regala meraviglie di natura e animali in gran parte immerse in una fitta vegetazione. Un ricordo: sbuca dalla nostra sinistra una lunga colonna di elefanti; le femmine, poi i piccoli, e a chiudere la fila un immenso patriarca con solo una zanna. Ci tagliano la strada e si reimmergono nella foresta alla nostra destra. Osserviamo in silenzio.

10 settembre – Mto Wa Mbu Arusha

Al mattino ci dirigiamo al paese di Mto Wa Mbu per fare un giro nei villaggi limitrofi e apprendere un po’ di cultura locale.Reincontriamo Sunday, la nostra guida dello scorso anno, che nuovamente ci accompagnerà nel “cultural walk”. Sulle spalle abbiamo gli zaini colmi di materiale e giochi per i bimbi delle scuole. Prima però attraversiamo campi coltivali, piantagioni di banani, incontriamo uomini e donne dei villaggi di diverse etnie. Verso la fine del giro arriviamo alla scuola: un edificio spoglio con banchi e tavolini scassati e una miriade di bimbi dagli occhietti curiosi e vivaci.

Tanzania - Mto Wa Mbu - la scuola

Tanzania - Mto Wa Mbu - la scuola

Il maestro ci fa fa re una buffa dimostrazione di lettura collettiva alla lavagna e di conti a casaccio. I decibel si sprecano. Che topini! In separata sede lasciamo i regali al maestro, per non far la figura di babbo natale con i pargoli e creare scompiglio, e rientriamo alla base. Ci congediamo da Sunday non prima di aver tentato un salvataggio di quattro gattini orfani tentando di imboccarli con un contagocce che sacrifichiamo dalla nostra scorta di medicinali. Lo lasciamo aI ragazzi che se ne stanno occupando.. Saltiamo, si fa per dire, sulla jeep e con la guida sicura di Bryceson torniamo ad Arusha.

11 settembre Arusha

Oggi dedichiamo tutto il giorno ad Arusha con una passeggiata qua e là per la città ad annusare odori e colori della vita di tutti i giorni. Bryceson e Loth ci portano a visitare un’altra scuola, di bimbi un po’ più grandi. Conosciamo la direttrice e ci facciamo raccontare di come è nato questo progetto di scolarizzazione che poggia tutto sulle sue spalle e su aiuti volontari, anche economici. Lasciamo anche qui materiale scolastico e qualche gioco e ci fanno visitare tutte le classi, una per una. Dai piccolini ai grandi facciamo via via le presentazioni e qualche chiacchiera.. Una bellissima esperienza.

Tanzania - Loamo school - Arusha

Tanzania - Loamo school - Arusha

Per chi vuole saperne di più o contribuire: Loamo School – P.O. Box 12889 – Arusha – direttrice Mrs. Maria Loseria Laizer – mobile 0754 272247 / 0754 366369 (+ pref. per Tanzania) – email loamosch2000@yahoo.com – Bank A/C n. 01J1034702600 – CRDB – Bank. Lasciata la scuola facciamo pranzo con tutta la banda Maasai, facciamo un raid al mercato dei souvenir e alla sera decidiamo di restare a cena al Karama, in cima alle colline che circondano Arusha. Ceniamo e beviamo sulla splendida terrazza del bungalow restaurant circondati dalla notte africana scura e profonda tra l’abbaiare alla luna di centinaia di cani.

12 settembre Marangu Arusha

Con Bryceson oggi ci spostiamo verso Marangu, per arrivare alle pendici del Kilimanjaro. Lasciata la jeep facciamo quattro passi all’ingresso del parco da cui si parte per l’ascesa alla grande montagna. L’area è ricoperta di boschi e avvolta dalla nebbia. Proviamo invidia e nostalgia per chi parte per il trekking. Io e Sigfrido vorremmo ripartire subito! Ma quest’anno non si fa. Pazienza. Bryceson decide di portarci a casa sua per farci conoscere i figli, la moglie, la mamma. Ci inerpichiamo con la jeep per stradine fangose nascoste da una fitta vegetazione e dopo una specie di rally arriviamo alla sua piccola fattoria. Povera ma estremamente digitosa.

Tanzania - Moshi - a casa di Bryceson

Tanzania - Moshi - a casa di Bryceson

Ci offrono una birra, salutiamo bimbi, donne e anziani in lingue reciprocamente sconosciute, ci facciamo delle belle foto tutti insieme, poi ci mettiamo sulla via di ritorno per Arusha. L’emozione per il gesto così intimo di Bryceson risuonerà a lungo nei nostri cuori. Facciamo una breve sosta tattica al Karama e ci prepariamo per la serata. Abbiamo combinato di mangiare tutti assieme (Loth, Pray, Bryceson e noi) in un posto tipico locale, basta ristoranti per Mzungu!

Beh, il posto è veramente tipico: in una strada scalcagnata tanti piccoli locali tipo bar con cortile retrostante, tavolini ballonzolanti, radio a tutto volume. Il cibo si ordina in baraccotti strategicamente collocati per la via, che lo cuociono sul momento e te lo portano. Mangiamo montagne di carne arrostita, patatine, frittate, la birra scorre a fiumi. Paola e Dino per fortuna non vedono dove abbiamo comprato le vivande, ma la carne è ben cotta…La serata è veramente piacevole e divertente, vera e informale. Noi e i nostri amici tanzaniani sembriamo un surreale gruppo di matti. E pure un po’ brilli!

13 settembre – 14 settembre Arusha Nairobi Aeroporto Londra Malpensa – Torino

Al mattino.seguente, un po’ rintronati dalla serata goliardica, ricompattiamo i bagagli e aspettiamo Bryceson che ci viene a prendere per portarci alla stazione dei bus. lì ci aspettano Loth e Pray. Il finale è tutto una foto abbracci e lacrime! Prendiamo posto sul bus che percorrerà a ritroso fino a Nairobi la lunga e accidentata strada che qualche giorno fa ci ha portato in Tanzania. Ancora qualche saluto dal finestrino e poi si parte.

Tanzania - in partenza da Arusha

Tanzania - in partenza da Arusha

Per tutto il tragitto teniamo gli occhi incollati al finestrino per portarci via nello sguardo gli ultimi scorci d’Africa. Unica nota dolente: un passeggero ubriaco che con la voce più potente di Pavarotti discute animatamente con l’autista per tutte le sei ore del viaggio. Alla fine abbiamo mal di testa. Pure lui, credo. Arriviamo all’aeroporto, in breve tempo ci imbarchiamo e crolliamo sui sedili. Voliamo di notte.

Lo scalo a Londra dove ci aspetta la coincidenza per l’Italia è piuttosto lungo e passiamo qualche ora in aeroporto trascinandoci da un bar a un divanetto. Ringraziando il cielo c’è una zona fumatori.. Arriva l’ora del nostro volo ed eccoci tristemente a Malpensa. Recuperiamo l’auto e si guida fino a Torino. Ancora una cena insieme per scambiarci i primi racconti e ricordi e l’avventura è finita. Domani si riparte?

 

 

 

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