Secondo uno studio dell’università tedesca di Hochenheim pubblicata sul Journal of Zoology, negli ultimi dieci anni pare inarrestabile il declino numerico di molte specie che popolano il parco del Masai Mara in Kenya. Facoceri, giraffe, impala e altri erbivori subiscono una inarrestabile decrescita nonostante le politiche di protezione e tutela.

Le cause principali sono il disboscamento per l’allevamento intensivo di bovini e il bracconaggio; ma è la deforestazione la causa prima dell’inarrestabile decrescita. Per dare qualche numero della grandezza del problema: la migrazione di massa degli gnu dal Masai Mara al Serengeti oggi si calcola al 64% di animali in meno rispetto agli anni ’80, le zebre sono diminuite di tre quarti.

L’area del Masai Mara in Kenya e del confinante Serengeti in Tanzania rappresentano uno degli ultimi luoghi al mondo dove poter osservare, conservare, costruire l’equilibrio tra natura e cultura nel rispetto reciproco. Magari dove poter, con cuore e criterio, sperimentare nuove forme di sviluppo sostenibile. Invece si perpetuano logiche antiche di profitto selvaggio (ricordiamo ad esempio che la deforestazione per allevamento intensivo serve a produrre carne per l’occidente in maggior parte…).

Ciliegia sulla torta il sempre aleggiante progetto dell’autostrada in Tanzania che taglierebbe in due il parco del Serengeti. Sempre per far circolare più merci e più in fretta: osteggiato dalle forze sane e lungimiranti tanzaniane e non solo da ambientalisti occidentali da salotto.

C’è da riflettere su che mondo vogliamo o non vogliamo.

Il tempo è quasi scaduto…

 

Miyuji Circa un anno fa Alessandro Domanico, volontario ISF tra i responsabili dello sviluppo del software e che si è occupato dell’informatizzazione completa dell’Ospedale di Matiri in Kenya, si è recato a Roma su richiesta di Fernando Mazzacano per incontrare Mariella Miele una volontaria in partenza per l’Ospedale St Gemma Hospital a Miyuji in Tanzania. Obiettivo dell’incontro una demo di OH.
Mariella Miele qualche giorno fa è riuscita a contattare Suor Gemma, responsabile dell’Ospedale ed è stato bellissimo poter leggere questo messaggio:
“Scusatemi se rispondo in ritardo, ma letta la mail l’ho subito inoltrata a Suor Gemma e non avendo ancora risposta questa sera ho telefonato.
Purtroppo non hanno un’abbonamento tale da consentire un collegamento veloce.
Quando ero lì, a giugno, dovevo molte volte andare in città (20 minuti di macchina trovando il passaggio).
In più il piccolo centro ospedaliero è diventato ora ospedale distrettuale con una sala operatoria e più malati. Il lavoro è aumentato e Sister Gemma, il medico chirurgo, la responsabile di fatto, non ha molto tempo per rispondermi via mail.

Quando ero lì, non vi nascondo che ho avuto non poche difficoltà nel mantenere acceso l’entusiasmo iniziale visti i vantaggi raggiungibili con l’utilizzo del programma, (questo il motivo per cui ho sempre esitato a seguire l’invito di Alessandro a scrivere 2 righe dell’esperienza sul forum e a pubblicare qualche foto).
Le mie continue domande sull’esito di quel “corso” rimanevano ogni volta parziali e imprecise, … ma stasera la grande notizia.

L’inserimento dei dati giornalieri che ho avuto modo di seguire quando ero lì è servito come esercizio.
Una riunione tra i responsabili delle strutture ospedaliere religiose, a giugno, aveva indicato l’ormai necessario cambiamento informatico da realizzare quanto prima.
Insomma l’inaugurazione della sala operatoria e il riconoscimento ufficiale del Ministero della Salute Tanzaniano son stati, credo, la scintilla che ha motivato le sisters a dar via al nuovo sistema.
Hanno addirittura chiamato 2 nuove persone addette alla gestione di OH!!!
Quindi OH è operativo nel St Gemma Hospital (vecchio Health Center) of Miyuji – Dodoma – Tanzania
Grazie a tutti voi che avete reso possibile questo con la vostra disponibilità e i numerosi incoraggiamenti”

Grazie a te Mariella!
Miyuji

ISF

 

Da questa primavera ad oggi: una serie di news sullo stato del mondo. Possiamo usare questa black list in molti modi. Ad esempio: quante di queste notizie conoscevo, quante no? Quante che reputo importanti mancano? Di quante di queste notizie i giornali oggi si son dimenticati e di quante no? Come mai secondo me? Mi informo abbastanza? Attraverso quali canali?Posso fare qualcosa oltre ad informarmi?

Meditiamo sulle nostre responsabilità.

Tanzania: il Serengeti minacciato da una superstrada commerciale

Ecuador: Quito, rivolta delle forze dell’ordine. Correa ferito denuncia tentativo golpe

Nuova Zelanda: sisma di magnitudo 7

Indonesia: Scossa magnitudo 7.4 al largo a Papua

Messico: Villaggio sepolto dal fango. Travolte oltre 300 abitazioni di Santa Maria di Tlahuitoltepec,

Nigeria: sequestrato scuolabus, 15 bimbi rapiti da uomini armati

Iran: Sakineh, il procuratore “Sarà impiccata”

Congo: almeno 303 civili stuprati. I primi dati pubblicati dall’Alto Commissariato per i Dirittti Umani. Tra le vittime 235 donne, 52 bimbe e tre bambini.

UE: Sconto Ici alla Chiesa, la Ue processa l’Italia. Esenzioni per due miliardi l’anno.

USA: Virginia, giustiziata Teresa Lewis. Inutili gli appelli alla clemenza

Svezia: A Södertälje, la città più xenofoba di Svezia, Il sogno dell’integrazione è fallito

Afghanistan: morti tre scrutatori. Strage di bambini a Kunduz

Iraq: autobomba a Bagdad e Falluja. Almeno 34 morti e 111 feriti

Afghanistan: ancora sangue sul voto

Cile: minatori sottoterra dall’inizio di agosto 2010

Sri Lanka: scoppia container esplosivi. Ci sono almeno sessanta vittime

Turchia: Bus salta in aria su una mina. Almeno 10 morti nell’esplosione.

GB: Londra accusa Benedetto XVI di non aver rimosso gli “orchi”. La rabbia delle vittime: i preti condannati ancora al loro posto.

Olanda: al processo gli appunti di guerra del “boia di Sebrenica” Mladic. In 18 quaderni, oltre la pianificazione del terrore per costruire “la grande Serbia”

Rapporto Fao: diminuiscono gli affamati nel mondo ma il livello di denutrizione resta inaccettabile.

UE: “Sui rom Francia vergognosa”. E Parigi abolisce il burqa

India: Rogo Corano, proteste in India. 13 morti, bruciata scuola cristiana

USA: “L’11 settembre bruciamo il Corano”. Pastore evangelico preoccupa la Casa Bianca.

Pakistan: inondazioni; Sette milioni di sfollati. La situazione più critica si registra nei distretti di Thatta e Qambar-Shadadkot.

Ecuador e Guatemala: migliaia in fuga per eruzioni vulcaniche

Golfo del Messico: la perdita di greggio è 12 volte superiore a quella rilevata finora».In mare 70mila barili e non 5 mila: ogni quattro giorni un danno come quello della Exxon Valdez

Peru: muoiono rari delfini rosa delle amazzoni: forse avvelenati da pesticidi

 

polar bear wwf

Si è concluso a Doha, la capitale del Qatar, il meeting del Cites – Conferenza sulle specie animali minacciate dal commercio internazionale.

Good: news: è stata bocciata la ripresa del commercio dell’avorio in Tanzania, della quale parlavamo  nel post precedente.

Bad news: è stata bocciata la proposta USA di impedire la caccia agli orsi polari, già pesantemente minacciati dai cambiamenti climatici. Chi dobbiamo ringraziare? Il Canada, principale sostenitore di questa caccia “sportiva”.

Se volete sostenere gli ambientalisti canadesi in questa battaglia cliccate qui:

www.savethepolarbear.ca

 

E dopo una bella notizia una notizia cattiva….purtroppo riguardante la Tanzania, terra magnifica e che amiamo profondamente.

elefanti tanzania

Quanto vale l’avorio? Vale 5 mila euro al chilo,

Quanto sono voraci di avorio oggi i mercati? Molto voraci, soprattutto quelli asiatici.

Quanto avorio garantisce un elefante ammazzato? Circa 7 chili di avorio.

Quanti elefanti ammazzati soddisfano le richieste odierne di mercato? Circa 40.000 elefanti.

Purtroppo la Tanzania sta chiedendo di rendere nuovamente legale il commercio dell’avorio, anche se solo per una quantità “limitata” (90 tonnellate). Dalla Tanzania è stata accertata la partenza verso porti asiatici, come Haiphong, in Vietnam, o Manila nelle Filippine, di circa 14.380 chili di avorio.

Nel 2006 nel Selous, uno dei parchi del Sud della Tanzania, c’erano 74.000 elefanti.

Nel 2009 ne sono rimasti circa 40.000 al contrario di quanto affermato dai documenti ufficiali che il governo tanzaniano ha inviato al Cites – Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate – millantando una crescita della popolazione dei pachidermi del 5% annuo…

Dopo il bando totale nel 1989, nel 1997 il Sudafrica chiese il permesso sempre al Cites di vendere in Asia – Giappone – l’avorio stoccato e, dal momento in cui il prodotto venne messo sui mercati la domanda iniziò chiaramente a salire, causa anche l’estensione legale del mercato, sempre ad opera del Cites, alla Cina. Essendo le riserve stoccate di quantità limitata ecco spiegata la forte ripresa del bracconaggio in Africa su larga scala.

Il governo tanzaniano ha ammesso che il problema del bracconaggio continua a sussistere. A causa di scarsi se non inesistenti controlli alle dogane e della corruzione delle forze dell’ordine, container carichi di avorio continuano a lasciare il paese

La tregua di questo assurdo massacro durava da una quindicina di anni ed ora, proprio in questi giorni, dal 13 al 15 marzo, a Doha nel Qatar, la proposta di riapertura della caccia all’avorio degli elefanti sarà all’ordine del giorno dei lavori del Cites.

Il ricavato di questa orrenda operazione si aggira intorno ai 14-15 milioni di dollari e, tenuto presente che il turismo in Tanzania ne porta almeno 80 all’anno solo considerando il pagamento per l’ingresso ai parchi non si capisce neppure da un punto di vista economico il senso di tale operazione.

Fortunatamente l’opposizione a tale proposta nasce già all’interno del paese: l’associazione alberghiera è fermamente contraria alla decisione del governo di chiedere la riapertura del mercato dell’avorio sottolineando come tale ipotesi minerebbe profondamente l’immagine del paese e l’industria del turismo.

A sostegno dell’opposizione interna al commercio dell’avorio della parte illuminata della popolazione tanzaniana altri 16 paesi africani, tra i quali Etiopia, Senegal, Kenya, Mali e Nigeria, chiedono una moratoria di almeno 20 anni. Sul fronte opposto, per un guadagno veloce, facile e crudele, sostengono la proposta del governo tanzaniano il Sudafrica, il Botswana, la Namibia e lo Zimbabwe.

Aiutiamo come possibile il turismo naturalistico, civile, sostenibile dell’Africa perché sia nella conservazione del territorio il futuro sul quale questo povero e martoriato continente possa basare il suo riscatto.

 

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Questo post per suggerire a tutti gli amici giramondo la Tanzania come meta di viaggio a breve o lunga scadenza. A breve perchè gennaio e febbraio sono mesi ottimi per visitare il paese, oltre a giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre.

Perchè in Tanzania? Per molti motivi. Persone meravigliose, diverse culture ed etnie da conoscere per capire qualcosa di più di questo immenso continente, alcuni dei più bei parchi e riserve naturali del mondo (Serengeti, Ngoro Ngoro), possibilità di spingersi oltre le classiche rotte turistiche e visitare zone remote (lago Vittoria, lago Tanganica) senza problemi, provare a scalace il Kilimanjaro, la montagna più alta del Continente primordiale.

Sì, c’è anche l’isola di Zanzibar ed è meravigliosa. Ma non volate direttamente e solo lì, fareste una offesa ai magici cieli d’Africa, alle piste di terra rossa, ai Bantu, ai Maasai, ai Sukuma, ai Nyamwezi, ai Chagga, ai Gogo, ai Kutu, ai Mwera…

Se volete viaggiare aiutando l’economia locale e non i tour operator occidentali provate a curiosare nella nostra pagina Suggerimenti – Viaggiare responsabile e troverete una descrizione approfondita dei nostri amici di Arusha – www.ilmaasai.com – che potranno aiutarvi. Leggete anche le info sull’associazione di Mto Wa Mbu, un bellissimo progetto che abbiamo personalmente sperimentato.

Un post per sognare, in queste grigie giornate piovose di febbraio.

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