Pousse-pousse alla periferia di Antsirabe

Pousse-pousse alla periferia di Antsirabe

C’è voluto un po’ di tempo ma alla fine ci siamo riusciti. Ecco on line il racconto per parole e immagini del nostro recente viaggio in Madagascar., paese meraviglioso e dalle mille sorprese. Un mese intero passato sulle strade polverose e piene di buche che attraversano il paese, tra lemuri, balene, savane, fiumi, piroghe, montagne, città, villaggi sperduti. Un mese intero con la meravigliosa gente malgascia, con Andry, la nostra guida, i bambini della casa famiglia Omeobonbon, le guide che ci hanno accompagnato nei trek, gli abitanti dei villaggi. Un mese che faremo fatica a dimenticare.

Qui il diario di viaggio

Qui la galleria fotografica

Qui la mappa con l’itinerario

A breve pubblicheremo anche il video, ci vuole solo un po’ di tempo ancora….

Viaggiate con noi!

 

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Belo-sur-mer

Tornati da un mese avventuroso in Madagascar. Natura unica e selvaggia, baobab, foreste e montagne, fiumi e spiagge remote, lemuri, coccodrilli, zebù, camaleonti, balene…

Dal trekking sulle montagne del parco di Isalo alla discesa del fiume Tsiribina in piroga, dalla giornata con i bambini della Casa Famiglia Omeobonbon di Fianarantsoa all’avvistamento delle megattere al largo dell’Isola St Marie. E molto altro ancora.

A breve diario di viaggio, mappe, immagini e video!

 

 

Madagascar Kid

 
Avenue de Baobab - Morondava, Madagascar

Avenue de Baobab - Morondava, Madagascar

 

Biglietti aerei: fatto.

Assicurazione viaggio: fatto.

Guida: in lettura.

Ipotesi itinerario: in costruzione.

Vaccini: manco per idea.

Rullini diapositive: fatto.

Zaini: come sempre il giorno prima.

Madagascar, stiamo arrivando!

 

Gran Bretagna, E’ morto, stroncato da un tumore, Brian Haw, il carpentiere pacifista che da dieci anni stazionava  davanti a Westminster per protestare contro la politica di guerra del suo paese: dalla guerra in Irak alla guerra in Afghanistan.

Anche se le autorità avevano tentato più volte di allontanarlo, la sua ostinata tenda ha resistito per tutti questi anni e solo la malattia è riuscita ad averne ragione. Il mondo oggi è un po’ più solo senza di lui. Buon viaggio Brian. Non ti dimenticheremo. Nei pensieri e soprattutto nelle azioni.

 

Secondo uno studio dell’università tedesca di Hochenheim pubblicata sul Journal of Zoology, negli ultimi dieci anni pare inarrestabile il declino numerico di molte specie che popolano il parco del Masai Mara in Kenya. Facoceri, giraffe, impala e altri erbivori subiscono una inarrestabile decrescita nonostante le politiche di protezione e tutela.

Le cause principali sono il disboscamento per l’allevamento intensivo di bovini e il bracconaggio; ma è la deforestazione la causa prima dell’inarrestabile decrescita. Per dare qualche numero della grandezza del problema: la migrazione di massa degli gnu dal Masai Mara al Serengeti oggi si calcola al 64% di animali in meno rispetto agli anni ’80, le zebre sono diminuite di tre quarti.

L’area del Masai Mara in Kenya e del confinante Serengeti in Tanzania rappresentano uno degli ultimi luoghi al mondo dove poter osservare, conservare, costruire l’equilibrio tra natura e cultura nel rispetto reciproco. Magari dove poter, con cuore e criterio, sperimentare nuove forme di sviluppo sostenibile. Invece si perpetuano logiche antiche di profitto selvaggio (ricordiamo ad esempio che la deforestazione per allevamento intensivo serve a produrre carne per l’occidente in maggior parte…).

Ciliegia sulla torta il sempre aleggiante progetto dell’autostrada in Tanzania che taglierebbe in due il parco del Serengeti. Sempre per far circolare più merci e più in fretta: osteggiato dalle forze sane e lungimiranti tanzaniane e non solo da ambientalisti occidentali da salotto.

C’è da riflettere su che mondo vogliamo o non vogliamo.

Il tempo è quasi scaduto…

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