La partenza


Sabato 26 agosto

S

iamo pronti per partire, finalmente. La preparazione al viaggio è stata lunga e sofferta. Quante cose da ricordare, organizzare, decidere. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta e se qualcosa ci siamo scordati, pazienza! Dopo tre anni ripercorriamo nuovamente l’orribile strada per Malpensa. Come sempre Dino alla guida. Come sempre noi in fibrillazione. All’aeroporto per noi il viaggio è già cominciato. Valigie, zaini, gente in transito: siamo finalmente nella terra di nessuno. Imbarchiamo gli zaini oversize e partiamo per…Londra? Ma come, dobbiamo andare a sud e voliamo verso nord? Stranezze dei voli a basso costo.
Heathrow è più tranquillo di come ce lo aspettavamo, visto l’allarme attentato dei giorni scorsi. Troviamo perfino la smoking area e ne approfittiamo abbondantemente. Ci sono addirittura i bar dove si può comodamente consumare e fumare senza sentirsi dei criminali. Arriva l’ora del nostro aereo: imbarco e partenza. Il volo non è affollato e, grazie alla galanteria di Sigfrido, Valeria si aggiudica una fila da tre posti per poter dormire. Sig si accartoccia in una fila da due. Dormiamo naturalmente poco e male ma questi sono i voli intercontinentali.
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Domenica 27 agosto

A

lla luce dell’alba di questa domenica africana intravediamo tra i bagliori del sole tra le nuvole a 10000 metri il Monte Kilimanjaro che ci aspetta silenzioso. Atterriamo a Dar es Salaam in un aeroporto che pare sonnolento, vuoto, tranquillo. Forse perché è domenica? Forse perché siamo in Africa? Forse perché siamo storditi noi per non aver dormito? Troviamo “al volo un volo” per Arusha circondati da decine di assistenti in cerca di mancia. Un’altra ora di aereo e siamo al Kili Airport. E’ mattina presto e anche qui veniamo circondati da un bel gruppo di aspiranti aiutanti. Uno di loro ci aiuta sul serio e con il suo telefono riusciamo a contattare Loth, la nostra guida in Tanzania, che però in questo momento è a NGoro NGoro, ci dice. Nessun problema, manda suo fratello a prenderci. Speriamo. Passa un’ora e arriva la nostra truppa: Praygod, il fratello di Loth, un secondo fratello più giovane e Bryson alla guida della jeep che ci farà da casa per i prossimo giorni.
Partiamo verso Arusha e lungo la strada si svela ai nostri occhi l’Africa: polvere, terra rossa, uomini, donne e bambini che indossano tutti i colori del mondo, acacie spinose e contorte tra l’erba secca. Il cuore comincia a battere forte.
Arriviamo ad Arusha e cerchiamo una guesthouse economica per le due notti a venire. Il posto è modesto ma pulito e con doccia calda. Perfetto per noi. Agganciamo la preziosa zanzariera sul letto e usciamo in esplorazione. Arusha è un formicaio attivo, anche la domenica. La nostra guesthouse è attaccata allo stadio e oggi ci sono concerti di musica locale: una festa.
Verso le due del pomeriggio ci incontriamo con Pray per gli ultimi accordi e per pagare il nostro trekking sul Kilimanjaro dei prossimi giorni.
Per il resto del pomeriggio gironzoliamo ancora qua e là, continuamente abbordati dai soliti venditori di tutto. Una buona cena, una doccia (finalmente!), alle 8.30 siamo già nel letto e ci addormentiamo pure.
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Lunedì 28 agosto

O

ggi giornata di relax. Colazione e poi di nuovo in cammino qua e là per Arusha. Ci piazziamo in un bel bar frequentato solo da locali e cerchiamo di farci capire. Dopo due ore le birre sono arrivate ma del cibo non se ne parla. Sarà finito, non ci hanno considerato o non ci hanno capito? Mah, cambiamo ristorante. Al pomeriggio facciamo un sonnellino (si fa per dire, due ore!) e poi scendiamo di nuovo in strada tra la gente e la confusione. Una tappa all’internet cafè per scrivere notizie a casa, cena e poi in stanza. Scompattiamo gli zaini e li ricompattiamo versione Kilimanjaro: domani si parte sul serio.


>>> continua