Sava'i


L

asciamo Vaisala e continuiamo il nostro tour lungo le coste di Savai. Arriviamo nei pressi di Manase e decidiamo di fare tappa in riva al mare. Scegliamo la nostra fala e decidiamo di dedicare il pomeriggio all’ascesa al cratere vulcanico del monte Matavanu. Ci inoltriamo con l’auto attraversando piantagioni in mezzo alla foresta.

La vegetazione che ci circonda è un intreccio fittissimo di verde smeraldo. Ci sono piante con foglie di dimensioni inimmaginabili. Qua e là spuntano mucche che ruminano impassibili nella giungla. Abbiamo abusato del cava ? La strada diventa un sentiero sterrato e pietroso e comincia a salire.

Cominciamo a notare strani cartelli colorati sparsi qua e là con scritte in varie lingue (?). Arrivati in cima una sorpresa: una baracca blu, un uomo che dipinge tavolette di legno, una radiolina accesa: The Craterman, così si presenta.

Autonominatosi uomo del cratere, sale ogni giorno quassù con due ore di cammino, accompagna la gente a visitare la bocca del cratere, si impegna a costruire una targa per ogni visitatore. Parla e scrive un inglese mezzo inventato. Scrive targhe con i titoli delle canzoni che più gli piacciono e le appende sugli alberi in mezzo alla foresta. Si sente un privilegiato, ci dice, perché restando sul “suo” cratere può conoscere persone che vengono da tutto il mondo.

Fiji_V_30

Un uomo unico, solitario e curioso, a metà tra il filosofo e il folle, almeno ai nostri occhi. Un visionario che ci lascia a bocca aperta per il suo candore e la sua serenità. Unica nota dolente di questo bellissimo giro è che piove a dirotto e ci inzuppiamo come due spugne. Torniamo verso il mare dove il sole ci può asciugare. Davanti ad una birra Vailima facciamo conoscenza con le nostre vicine di fala Chloe e Kim, due amiche neozelandesi molto simpatiche con le quali ancora oggi ci scriviamo.

L

a mattina seguente ci trasferiamo al Regina Beach Fale, solo dieci metri a est, atmosfera più familiare, prezzo inferiore, stessa spiaggia bianca, stesso mare cristallino, medesimo tramonto in cinemascope. Prendiamo la macchina e facciamo qualche chilometro per raggiungere una piccola laguna dove è possibile nuotere insieme alle dolcissime tartarughe marine.

Ci immergiamo insieme a loro, accarezziamo lievemente le corazze, mosaici naturali di una bellezza irripetibile, torniamo alle nostre capanne e ci lasciamo galleggiare in questo tempo molle e silenzioso per tutta la giornata, tra sonnecchiamenti all’ombra delle palme e immersioni nel mondo sottomarino in prossimità della barriera corallina.

Alla sera, durante la cena, la famiglia che gestisce il Regina ci offre uno spettacolo di canti, danze e teatro: un po’ improvvisato e oratoriale, ma molto divertente. Naturalmete finiamo tutti in pista ad ancheggiare tragicamente accompagnati da musiche polinesiane suonate da samoani ubriachi. Come noi.

>>> continua