Machu Pichu
A
lle sei del mattino siamo tra i primi a raggiungere la cima. Forse arrivare a Machu Pichu con il trekking che segue il sentiero degli Inca sarebbe stato ancora più suggestivo, ma il poco tempo non ce lo ha permesso. Il bus si inerpica su per le ultime curve tra la foresta ed eccoci in cima. Temiamo una piccola delusione: quante volte abbiamo ammirato foto e documentari di questo luogo?Ma come si scollina e si giunge a Machu Pichu si viene proiettati immediatamente dentro ad un sogno: le pietre grigie delle costruzioni, il verde fitto delle montagne circostanti, il fiume che scorre come un serpente d’argento laggiù in fondo alla valle, il silenzio, il cielo cupo carico di nuvole. Restiamo a lungo senza parlare: non serve parlare. Il Machu Pichu parla direttamente alla nostra memoria ancestrale. Scesi nuovamente ad Agua Caliente vaghiamo tra una birra Cuzquena e l’altra in attesa del treno che ci ricondurrà a Cuzco.
Il viaggio è lungo e lento, tra vacche che ruminano sulle rotaie e villaggi pericolosamente costruiti a ridosso della ferrovia. Giungiamo in prossimità della città, che si adagia in una conca circondata da colline. Il treno deve raggiungere il fondovalle e lo fa in maniera curiosa: a noi pare di andare semplicemente avanti e indietro, ma in realtà ad ogni “oscillazione” ci avviciniamo sempre più alle luci della città.
D
ondoliamo dolcemente verso Cuzco percorrendo tratti di ferrovia che disegnano sulle pendici una zeta perpetua. Torniamo nell’albergo già visitato e strappiamo una stanza con finestra. Signori, che lusso! Cuzco merita una sosta e decidiamo di girovagare tutto il giorno tra le sue grandi piazze, le sue strette strade, alcune ripide come non mai con scalinate praticamente verticali, visitiamo il museo, ci spingiamo a piedi fuori città, sulla cima delle colline circostanti, dove sorge la fortezza di Saxahuayman.Palazzi e muri di cinta di pietre imponenti e scure, la testa del giaguaro che disegna nel progetto antico la forma mitica della città, che veniva chiamata l’ombelico del mondo. Piedi permettendo camminiamo fino a sera, e ceniamo a suon di musica: un fantastico gruppo locale di ragazzi molto giovani mescola sonorità tradizionali e modernità. Bravissimi a cantare e a suonare. Non abbiamo in tasca soldi a sufficienza per comprare un loro CD. Vergogna.
>>>continua

