Go Ireland!
1 Agosto 2005 - Lunedì
I
n un caldo, torrido, afoso pomeriggio di agosto partiamo felici da Torino per il nostro viaggio verso l’Irlanda. Paola, Dino, Valeria, Sigfrido, multipla gialla e valigie al seguito. Raggiungiamo l’aeroporto di Orio al Serio da dove decolla (si spera) il nostro volo Ryanair “low cost” per Shannon. Lasciamo la macchina nel parcheggio, facciamo il chek-in liberandoci così dei voluminosi bagagli e decidiamo di mangiare cena. Pessima decisione. L’aeroporto offre un orrido self service che serve cibi di infima qualità. Pazienza. Ora dell’imbarco, arrembaggio per trovare i posti sull’aereo (chissà perché la Ryanair non li assegna, mah…). Il volo è tranquillo e atterriamo a Shannon alle 23.00 ora locale. Ritiro bagagli e poi andiamo a prendere la nostra auto in affitto. La strada per il primo B&B è breve: per fortuna visto che è buio, l’auto ha i comandi a destra e si guida a sinistra. Valeria prende posto alla guida e senza incidenti arriviamo al Shannonside (Shannon – contea di Clare). Ci accoglie la padrona di casa e ci introduce nel fantastico mondo delle camere dei bed & breakfast irlandesi: pareti rosa, letti morbidi, moquettes ovunque, tende ricamate, abat-jour di pizzo. Che dire, decisamente non è il nostro gusto ma, inutile negarlo, veramente accogliente ! Buonanotte Irlanda.
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2 Agosto 2005 -
Martedì
C
i svegliamo ristorati e rinfrancati in terra irlandese che, dopo la pioggia della notte, ci regala uno splendido arcobaleno sullo sfondo del cielo grigio del mattino. Chiudiamo le valigie appena aperte la sera precedente, ci gustiamo una ricca e succosa colazione e partiamo verso Killorgin, direzione Limerik. Ora si tratta sul serio di guidare a sinistra. In realtà nel giro di pochi chilometri tutto risulta semplice, a parte imboccare le rotonde nella direzione opposta a quella a cui siamo abituati! Senza grandi incertezze cominciamo a percorrere le strade irlandesi, immediatamente affascinati dal verde dei prati che scorrono accanto a noi e dal cielo di nubi scure rotto qua e là da sprazzi di sole. Al primo paese siamo già fermi per fare due passi senza meta precisa. Fotografiamo le case con i tetti di paglia, ci fermiamo accanto ad un parco attraversato da un piccolo rio dove un tempo si lavavano i panni (My beautiful laundrette !), entriamo a curiosare in un negozio di musica e strumenti musicali; Infine risaliamo in macchina e proseguiamo verso la nostra meta. All’ora di pranzo siamo a Killorgin, un bel paese vivo e colorato (come quasi tutti i paesi qui in Irlanda), attraversato da un grosso fiume. Per cercare il nostro B&B della sera a venire ci infiliamo nel primo pub di una lunga serie. Bella scusa! Scatta l’ordinazione della Guinness, anche questa prima di una lunga serie. Paola e Dino assaggiano perplessi, vagheggiando l’italico vino, ma dopo qualche sorso sono già conquistati. Facciamo quattro chiacchiere con il barista e con il vecchietto ancorato al bancone (di default in ogni pub irlandese che si rispetti). Capiamo la metà di quello che ci dicono e proseguiamo nella ricerca del B&B
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A
lla fine lo troviamo: in realtà ci eravamo già passati davanti più volte! Il Riverside House (Killorgin – contea di Kerry) è situato in cima alla collina e le sue vetrate offrono uno splendido scorcio di fiume. Siamo accolti dal cane di casa: Toby, un grosso meticcio nero, si rotola “pericolosamente” di fronte a noi in caccia di carezze. La padrona di casa ci mostra le nostre camere, come sempre accoglienti. Abbiamo giusto il tempo di lasciare le valigie e ripartiamo per il Ring of Kerry: bisogna sfruttare appieno il pomeriggio. Percorriamo la strada lungo la costa che si apre ai nostri occhi con splendidi panorami, scogliere, prati verdi, immense spiagge atlantiche. Facciamo una tappa vicino ad una piccola baia. Mangiamo un panino in un chiosco vicino al mare. Proseguiamo verso sud e ci buttiamo in una stradina laterale che si spinge ancora di più verso il mare. La macchina ci consente di improvvisare rispetto al percorso tracciato per il turismo di massa e di lasciarci alle spalle le strade più trafficate. Arriviamo così in un punto della costa assolutamente deserto, perso tra i pascoli e i prati a picco sull’Oceano. Da questo punto di osservazione possiamo vedere le Skellig Island. Ci fermiamo vicino ad una targa commemorativa che ricorda la caduta in quel punto di una pattuglia di piloti americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Un piccolo pezzo di storia. Il cielo ci offre alcuni squarci di azzurro tra nuvole grigie. Un ottimo inizio. Ci spingiamo fino all’isola di Valencia, unita alla terraferma da un lungo ponte. Percorriamo tutto il perimetro dell’isola gustandoci il panorama rarefatto e silenzioso e, tornati sulla terraferma, facciamo tappa a Waterville. La cittadina di Waterville si distribuisce ordinata con le sue piccole case colorate sulla riva di un’ampia baia che si apre sull’ agitato Oceano. Facciamo quattro passi sul lungomare, ci sediamo in un pub a bere la nostra Guinness-aperitivo proprio di fronte alla statua di Chaplin, che qui a Waterville trascorreva giorni di vacanza e risposo. E come non capirlo: cielo e mare si fondono in un orizzonte infinito, il vento spazza nuvole veloci nel cielo, la pace e la tranquillità regnano sovrane in questo luogo. Riprendiamo la strada del ritorno, abbiamo ancora un bel po’ di chilometri davanti a noi prima di arrivare. Decidiamo di tagliare per le montagne facendo un "passo" di poche centinaia di metri. Lo scenario intorno a noi è magico: nessun essere umano all’orizzonte tranne noi, prati e rocce scure, pecore tra i prati, cielo che minaccia pioggia…lontani dal mondo, lontani da tutto.Arriviamo a Killorgin che sono quasi le sette di sera e ci ricordiamo troppo tardi che in Irlanda per la cena è già troppo tardi! Facciamo molta fatica a trovare un posto che ci serva ancora qualcosa da mangiare. Alla fine lo troviamo: non è il massimo ma il nostro stomaco ringrazia comunque! Ancora una birra della buonanotte al primo pub lungo la strada per il B&B e poi… tutti a dormire.
>>> continua

