Connemara


7 Agosto 2005 – Domenica

D

opo la tradizionale foto di rito alla partenza dal B&B decidiamo di fermarci ancora per un po’ a Roundstone: abbiamo individuato nel parco del vecchio castello la zona souvenir e la febbre consumistica è immediatamente salita. Sigfrido ci lascia al nostro destino consumistico e si allontana a fotografare i suoi soggetti preferiti: particolare di croste di telline su carena di nave marcia, contrasto tra filo d’erba color sabbia e frammento di roccia grigio antracite. Paola, Dino e Valeria acquistano la qualsiasi: scatolette celtiche, tamburelli, braccialetti energizzati alla fortuna, sciarpe multicolore e quant’altro. Soddisfatti entrambe gli schieramenti decidiamo, prima di imboccare la strada che ci porterà verso Westport, di percorrere a passo d’uomo la piccola penisola di Inishnee, proprio di fronte a Roundstone. Piccole strade sterrate tra l’erba, cavalli affabili e contadini burberi. O molto brilli.
DSCF1052

U

na delizia! La strada verso la Contea di Mayo scorre tranquilla, tra musica sparata dall’IPod, nazionali con filtro di Paola e…ma guarda come sono verdi, ma come fanno a essere così verdi…di Dino. Facciamo tappa a Clifden, per pausa pipì-Guinness-pipì di rito in un ennesimo bel pub popolato da vecchietti irlandesi alticci, desiderosi di chiacchiera ma incomprensibili. Il percorso tra il Connemara e la Contea di Mayo è una tappa continua. Individuiamo quasi per caso una stradina laterale che, salendo per le colline, ci porta su un piccolo altipiano dove troneggia il monumento ad Alcock&Brown: chi sono lorsignori? Nientemeno che i primi due folli aviatori che hanno compiuto un volo transoceanico ben prima di Lindberg. Un aereo di pietra puntato verso est troneggia in cima a questa collina silenziosa, a memoria di un viaggio folle e avventuroso di due uomini intrepidi (e, questa è storia, decisamente ubriachi). Una impresa da film. Probabilmente prima o poi qualcuno la racconterà.
La prossima tappa è l’abbazia di Kylemore, che si specchia su un piccolo lago circondato dalle colline, oggi per metà collegio esclusivo e per metà convento. Decidiamo di ammirare e fotografare solo da fuori: troppi turisti, biglietto di ingresso di costo proibitivo.
Riprendiamo il cammino e ci inoltriamo per la Joyce Country, una zona di natura meravigliosa. Il cielo grigio e immobile questa volta ci regala un istante da sogno: le montagne si specchiano in un lago immoto come uno specchio. Una immagine surreale. Prendiamo a caso una stradina laterale e passiamo un po’ di tempo in una darsena abbandonata e silenziosa sotto una lieve pioggerellina quasi piacevole. Lasciamo questo angolo magico e arriviamo finalmente a destinazione: Westport. Troviamo senza difficoltà il nostro B&B: Harmony Heights (Westport – contea di Mayo ), una casetta arroccata sulla collina appena fuori città, immersa nei fiori. Ci riceve un simpatico ragazzo un po’ impacciato, Le nostre camere sono semplici e, come sempre, “zuccherose”. In quella di Valeria e Sigfrido troneggia un copriletto di finta seta lilla fosforescente; dalla camera della stanza di Paola e Dino ci si affaccia su un giardinetto che vomita fiori multicolori, nanetti, oche e gatti di ceramica. Ci sembra perfetto! Non disfiamo neanche più le valigie (oramai siamo rassegnati a partire il giorno seguente), ci docciamo e torniamo verso il centro per la cena. Westport, attraversata da alcuni canali pieni di papere, è carina e accogliente, con una strana piccola piazza centrale dalla forma ottagonale. Ci gustiamo il nostro aperitivo all’aperto e poi scegliamo di cenare in un ristorante invece che in un pub: almeno non dobbiamo mangiare entro le 18.30!
DSCF1071

L

a cena è buona, gustata in una sala al primo piano di un locale tutto in legno che pare l’interno di una nave antica. Tra antipasti, primi e secondi il tempo scorre: è l’ora del caffè! Torniamo al nostro B&B e ci rifugiamo nella stanza viola di Hansel e Gretel, cioè…di Valeria e Sigfrido. Caffettiera, fornelletto, sigaretta sul balconcino scavalcando la finestra… la vita è bella!

8 Agosto 2005 – Lunedì

L

a colazione del mattino ci viene servita in una piccola stanza circondata da finestre ricolme di quintali di fiori. La padrona di casa, una dolce signora lievemente offesa nel fisico da una recente malattia, ci racconta di sé e dei suoi cari. Alle pareti della stanza tutte le fotografie di famiglia, i matrimoni, il dolce viso con gli occhi a mandorla della figlia il giorno della sua prima comunione. Un attimo di intimità e di scambio umano, profondo e sentito, tra persone che forse non si vedranno mai più.
Facciamo tappa nel centro di Westport per comprare qualche provvista per il pranzo e per scaricare la macchina fotografica digitale di Dino che trabocca oramai di fotografie. Siamo diretti a Bellmullet, ma facciamo una lunga deviazione imboccando una strada che si perde tra i boschi, fino ad arrivare in cima ad un piccolo colle da quale posiamo ammirare le valli e le pendici circostanti ricoperte di boschi di abeti. In questo luogo solitario, sul ciglio di una strada di terra, ci sfreccia accanto la macchina del postino. Ma dove sarà la prima casa in questo orizzonte verde?
Ridiscendiamo tra i boschi e ci inoltriamo lungo la penisola di Achill Island, una terra di grandi spazi poco popolati, rarefatti, sospesi. Facciamo uno stop nei pressi di un antico villaggio abbandonato all’epoca della grande carestia e picnicchiamo tra l’erba. Bypassiamo la nostra tappa serale per spingerci fino sulla punta della costa dove, sul molo, sopravvive un vecchio faro e una stazione meteorologica, una fra quelle che comunicò i dati alle truppe alleate il giorno del D-Day. Un pezzo di storia silenzioso e dimenticato che ci lascia molte suggestioni. Riusciamo a farci l’ennesimo caffè su un muretto, prima di invertire la marcia e tornare indietro. Arriviamo al Channel Dale (Bellmullet – Contea di Mayo), un bellissimo B&B gestito da una signora gentile ma dai modi di un sergente dei marines. Osservando le foto dei figli appese alle pareti (1,2,3,4,5,6…) comprendiamo il suo necessario piglio. Una mezz’ora di pausa nelle rispettive camere e poi è ora di mangiare: il pub ci serve una cena ottima, sul marciapiede davanti alla porta aperta un cane stramazzato dal sonno ci racconta della quiete di questo paesino. Per digerire ci facciamo ancora due passi fino sul mare, sotto un cielo nero tempestato di stelle.

>>> continua