Da Belfast al Burren


13 Agosto 2005 – Sabato

S

iamo già al penultimo giorno di viaggio ma ancora non siamo sazi di percorrere in lungo e in largo il paese: oggi vogliamo arrivare fino a Belfast: decidiamo di raggiungerla facendo tutta la strada possibile lungo il mare. Il panorama è bellissimo: da Antrim facciamo una tappa a Cushendun, un piccolo paese tutto bianco affacciato sull’Oceano, tranquilla meta di villeggiatura irlandese. Come per Derry e forse ancora di più, l’arrivo a Belfast crea inquietudine: la grande città non fa più per noi. Lasciamo la macchina vicino al centro e abbiamo solo il tempo di fare quattro passi per le vie principali. Troviamo una città nuova e moderna, lontana da quello che ci aspettavamo. Probabilmente con un po’ più di tempo avremmo potuto apprezzarla decisamente meglio, ma tant’è. Non ci facciamo mancare comunque la Guinnes in un bel pub accogliente, lo scarico della seconda tornata di fotografie di Dino e l’acquisto di generi di conforto vari per lo spuntino di pranzo. Si fa presto ora di partire e lasciamo Belfast con un senso di incompiuto: tempo tiranno!
Ora ci aspetta una lunga tratta in automobile. Abbiamo deciso di attraversare il paese da nord a sud per tornare all’origine del viaggio, nei pressi di Shannon, per goderci con calma e senza fretta.l’ultimo giorno di vacanza. Circa sei ore di strada con un’unica sosta per mangiare i nostri panini sul ciglio della strada. Durante il lungo percorso siamo accompagnati da splendidi cieli di nuvole rotte qua e là da lame di sole. Impossibile annoiarsi.
Arriviamo a Oranmore (Contea di Galway) e raggiungiamo il Cartroon House, un bel B&B familiare nascosto in un nel giardino curato. Ci riceve la padrona di casa, gentile ma un poco rintronata che ci fa una serie di domande senza ascoltare la risposta ma ripetendo felice il suo “grand…grand…”.(ma che voleva dire? Vabbè, sembrava comunque contenta della conversazione…).
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na bella doccia ristoratrice e poi, nonostante la stanchezza, scendiamo in paese per la cena. Rifocillati a dovere ci spostiamo in un pub dove annunciano una serata musicale: sui manifesti all’ingresso la foto di un aitante e ammiccante cowboy. Ci muniamo di birre e guadagnamo un piccolo tavolino: all’ora del concerto si presentano due vecchietti stile Muppets, uno dei due con il riporto più incredibile mai conosciuto da essere umano: una specie di sfida alla fisica quantistica. Nonostante l’inquietante premessa il duo si rivela essere musicalmente di buon livello e decisamente divertente: voci, chitarra, fisarmonica. Finiamo a cantare e battere le mani. Un vero finale da osteria!

14 Agosto – Domenica

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ggi è l’ultimo giorno in Irlanda ma grazie al nostro furbesco piano di viaggio abbiamo ancora da vedere un po’ di cose: così evitiamo tristezza e sensazione di attesa che solitamente si impadroniscono degli ultimi sprazzi di vacanza.
Carichiamo per l’ultima volta le valigie in automobile e decidiamo di visitare il Burren, la zona di montagne e rocce carsiche a pochi chilometri da Oranmore. Viaggiamo in lungo e in largo tra strade secondarie perse nel nulla, ci fermiamo a visitare un piccolo sito archeologico (un antico sepolcro in pietra, molto suggestivo), esploriamo la strana conformazione del Burren fino sulla costa: piccoli fiori colorati che crescono tra le spaccature lineari delle rocce grigie.
Siamo vicini alla bella cittadina di Dolin e la tentazione di tornarci è forte. Decidiamo di unire il piacere al dovere: torniamo al B&B di Margaret per restituire diligentemente le chiavi della stanza fregate impunemente giorni addietro da Valeria. Lo stupore di Margaret nel vederci tornare per scusarci e restituire il maltolto è grande e sincero. Ci troveremo una mail, al nostro arrivo in Italia, di ulteriori ringraziamenti. Italia – Irlanda: 2 a zero.
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Q

uale miglior posto per salutare la bella terra d’Irlanda se non lo storico pub O’Connely? Questa volta il cielo di Dolin è clemente e possiamo addirittura consumare il nostro lauto pranzo seduti all’aperto sotto un tiepido raggio di sole. L’ultima Guinness ha il magnifico sapore di queste splendide settimane trascorse. Siamo sopraffatti dalla nostalgia ancora prima di partire.
Da qui in poi la nuda cronaca racconta: aeroporto di Shannon, restituzione dell’auto, volo tranquillo, aeroporto di Orio al Serio, viaggio Bergamo-Torino in Multipla gialla, arrivo a Torino in tempo per una pizza e poi a casa. Con l’Irlanda nel cuore.

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