Ubud e il ritorno


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opo una settimana di questo paradiso ripartiamo verso l’ultima tappa del nostro tragitto. Nuovamente Bali, per una visita alla città di Ubud. Optiamo per una traversata veloce e indolore a bordo di un enorme aliscafo ipertecnologico che ci costa praticamente come la settimana di permanenza a Gili Meno.

Pazienza, ci restano solo due giorni utili prima del ritorno in Europa e il tempo è un bene prezioso. Scesi a Bali rientriamo immediatamente nei ranghi e per risparmiare prendiamo un taxi collettivo alla volta di Kuta. Una sola macchina per sei persone, con annessi bagagli: una specie di sfida all’impenetrabilità dei corpi.

Eccoci di nuovo nella capitale del turismo balinese. Riusciamo miracolosamente a trovare un alloggio piacevole alla vista e al portafoglio: un complesso di bungalow immersi nel verde di un giardino fiorito in piena città. Il giorno seguente è interamente dedicato alla visita di Ubud.
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uello che forse qualche anno fa era un piccolo e caratteristico villaggio dell’entroterra, luogo di arte e cultura, oggi si è trasformato in una specie di supermercato del souvenir. Naturalmente ne approfittiamo, anche se già il viaggio in auto da Kuta è stata una specie di via crucis dell’acquisto: il nostro autista non ha saltato nemmeno una delle fermate nei luoghi deputati al consumo (laboratori di oggetti in argento, in legno, di quadri e batik).

Ubud ci regala comunque una visita curiosa al parco delle scimmie, una collina fitta di vegetazione sulla quale sorge un tempio hindu completamente colonizzato da centinaia di scimmie decisamente in sovrappeso che tentano di rubarti ogni oggetto reputato commestibile. Nostro malgrado siamo giunti alla ultima cena indonesiana: domani ci aspetta il volo per l’Italia. Nella frenetica notte di Kuta ci gustiamo l’ultimo (finalmente) nasi goreng: riso, verdure, pollo, uova, tutto insieme.

Già siamo sopraffatti dalla nostalgia! Il viaggio di ritorno merita poche parole: taxi per l’aereoporto di Denpasar, aereo per Jakarta, coincidenza per Parigi, altro aereo per l’Italia. Dopo venti ore sospesi per aria la magica Indonesia, l’arcipelago dai mille volti, è solo più nei nostri ricordi.

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