Seventeen Islands
S
barchiamo, rimettiamo in funzione le articolazioni arrugginite e ci incamminiamo alla ricerca di un alloggiamento per la notte. Qui i turisti sono decisamente in numero superiore rispetto a Riung e si prospetta il rischio di rimanere senza giaciglio. La prima notte ci tocca trascorrerla accampati provvisoriamente in una delle stanze private dei gestori della pensione, in attesa libera per il giorno seguente.Accettiamo e ci pare una reggia: in fondo veniamo da un viaggio interminabile in una tinozza, questo è l’Hotel Ritz! La vista dalla terrazza del ristorante, in cima ad una collina sopra il porto, è speciale: sotto di noi la baia di Labuanbajo è costellata di piccole luci; sono le lampade delle barche dei pescatori di seppie. Le imbarcazioni sono costruite con due grandi bilanceri laterali che le fanno assomigliare a delle grosse farfalle.
Le luci sul mare, dopo il tramonto, fanno da specchio al cielo stellato. Ci godiamo la visione di tanta meraviglia bevendo una birra gelata che ci da il colpo di grazia: proviamo per la prima volta nella vita il mal di terra. Un’intera giornata tra le onde ci ha lasciato addosso, ora sulla terraferma, una sensazione di vertigine inedita e curiosa. Tutto gira, meglio andare a dormire.
D
opo un giorno di assoluto riposo, indispensabile per potersi godere i giorni a venire, affittiamo una barca che ci porti all’isola di Seraya: dalla barca, che attracca al largo dell’isola a causa della barriera corallina, veniamo traghettati ad uno ad uno sull’isola con piccole canoe. Sulla spiaggia solo un piccolo ristoro e dieci bungalow per chi si vuole fermare di più.I fondali intorno all’isola sono un’esplosione di coralli, pesci e stelle marine blu e arancioni. Ci rilassiamo sulla spiaggia all’ombra di un enorme albero di tamarindo (ecco com’è il tamarindo fuori dalle bottiglie!). Allo stesso albero è interessata una capra decisamente intraprendente e invadente che mendica un aiuto per raggiungere le tenere foglie dei rami per lei troppo alti.
La aiutiamo ma non troppo: rischiamo di farci rosicchiare completamente la nostra unica fonte d’ombra. I bungalow per qualche giorno di pace sono invitanti, ma naturalmente noi abbiamo altri programmi. Organizziamo la partenza per il giorno successivo unendo le nostre forze a quelle di altri tre intrepidi viaggiatori instancabili. Tragitto: da Flores a Lombok sempre via mare, con tappa alle isole di Rinca e Komodo per vedere i mitici varani di infantile memoria; quattro giorni di oceano aperto, senza interruzione. Ce la possiamo fare!
>>>continua

