Da Nadi a Suva
A
l mattino pronti e scattanti come due faine ricompattiamo il bagaglio e raggiungiamo la stazione dei bus di Nadi (pr. Nandi), allocata come da manuale in mezzo al mercato. O è il mercato che germina attorno ai bus ? Forse la seconda ipotesi, comunque è una regola assoluta.Percorriamo per alcune ore la Coral Coast, costa sud di Viti Levu, sulla Queens Road con l’oceano sempre a vista e, dopo una tappa tecnica a Sigatoka, arriviamo nei pressi di Korotogo, saltiamo giù dal bus e scegliamo un posto per la notte. Scegliamo bene: il prezzo non è proprio economico ma vogliamo per una volta entrare personalmente in un poster: bungalow sul mare, patio, palme ondeggianti, mare cristallino, onde bianche oltre la barriera corallina.
Ci comportiamo da manuale: costume da bagno, tuffo, sigaretta con sguardo al tramonto, bottiglia di vino bianco a cena. Non ci facciamo mancare nulla. D’altronde siamo dentro ad un poster, mica si scherza!
L
a mattinata seguente è dedicata alla visita di un piccolo parco naturale nell’entroterra, il Kula Eco Park. Ci arriviamo a piedi rischiando molteplici volte di essere schiacciati come rane cieche visto che qui la guida è a sinistra. Meglio ricordarsi, d’ora in poi. Il piccolo parco è molto ben tenuto e ci offre un giro ricco: pappagalli coloratissimi, rapaci, iguane, volpi volanti, tartarughe acquatiche, piante e fiori di ogni tipo. Siamo soddisfatti.Torniamo indietro, ci carichiamo gli zaini e aspettiamo con fiducia il passaggio di un bus. L’attesa e premiata: si parte per Suva, la capitale. Come tutte le capitali del mondo, per quanto piccola Suva è un caos: macchine, bus, taxi, negozi, banche, supermercati, fiumi di gente per strada. Troviamo alloggio per la notte al Colonial Lodge, una vecchia casa privata sulla collina, gestita da una famiglia.
Poche stanze, cucina in comune, atmosfera casalinga. Un bel posto. Passiamo il pomeriggio in giro per la città e alla sera ceniamo in un ristorante indiano veramente sublime. Abbiamo acquistato i biglietti aerei per l’isola di Taveuni e domani è già ora di partire. Basta città.Vogliamo l’angolo selvaggio.
>>> continua

