La fine del giorno


I

l giorno seguente lasciamo la nostra mitica e microscopica tenda canadese, ricompattiamo il bagaglio e con un passaggio raggiungiamo Wayewu, cittadina verso sud sempre sulla costa, da dove partono i traghetti per l’isola di Vanua Levu.

Dobbiamo aspettare qualche ora per la partenza e facciamo colazione in un piccolo baraccotto sulla strada. Quasi per scherzo proviamo ad infilare la tessera telefonica in un telefono pubblico scalcinato e componiamo il numero di un cellulare in Italia: cacchio ci rispondono e sentono pure bene ! In un posto così sembra fantascienza.
Fiji_II_32

A

pprofittiamo delle ore in esubero per visitare un campo sopra il paese dove un grosso cartello segna il passaggio del 180° meridiano: qui siamo veramente dalla parte opposta del nostro mondo. Il cartello è tagliato a metà: di qua è oggi, di là è ieri.

 Da non crederci. Ogni giorno qui sorge il primo sole in assoluto. Curioso. Ci imbarchiamo e alle sei di sera arriviamo a Savu-Savu, sull’isola di Vanua Levu. Sul battello scambiamo qualche parola con un australiano sulla settantina, naturalizzato figiano, che in una frase racchiude lo spirito di questa gente: sono semplicemente persone felici, ci dice. In effetti nulla può meglio descrivere i sorrisi più luminosi e cordiali che mai ci è capitato di incontrare. Troviamo un posto decoroso per la notte e ceniamo in un piccolo locale “allietati” da un duo jazz giapponese. Inquietante. Domani ci aspetta un aereo per ritornare a Suva e da lì immediatamente ripartire per l’isola di Ovalau.

>>> continua