La Paz - Gioiello Andino


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rriviamo A La Paz al mattino, decisamente stremati. La solita anima buona di un taxista ci consiglia e ci porta in un hotel verso la collina, in una zona periferica della città.

La stanza è dignitosa e a buon prezzo: la prendiamo al volo. Confusi probabilmente dalla devastazione psico-fisica che ci prevade ci facciamo una veloce doccia e decidiamo di fare un giro per la città.

Alle tre del pomeriggio torniamo in albergo con l’innocuo proposito di fare un riposino prima di cena. Ci addormentiamo di botto e ci risvegliamo il mattino seguente: più o meno 18 ore di sonno ininterrotte senza neppure mangiare. Una cosa mai vista. Decisamente ne avevamo bisogno. Decisamente.
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erfettamente restaurati trascorriamo la giornata per le strade di La Paz, gustandocela più a fondo rispetto al primo giorno di arrivo in Bolivia. Tra scatti fotografici, camminate senza meta, piccoli acquisti ci immergiamo il più possibile nel quotidiano. La città è viva e bellissima, fatta di grandi spazi e vie strette e nascoste.

Entriamo in un piccolo negozio di strumenti musicali all’interno di un cortile. L’acquisto di un charango ci permette di conoscere un uomo speciale. Solo dopo mezz’ora di chiacchiera captiamo che il nostro suonatore di charango è cieco. La naturalezza con cui si muove nel suo negozio, con cui ci ha stretto la mano, la maestria con cui ha suonato hanno fatto passare in secondo piano l’assenza della vista.

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ulla ripida via centrale troviamo anche il modo di comprare viaggio e spostamenti per Machu Pichu in Peru. Un giovane e intraprendente “agente di viaggio” ci cattura con la sua serietà e precisione. Sarà vero ? Domani si vedrà.

Torniamo a mangiare al Colonial, ristorante-antiquario-robivecchi. Il vino è buono, l’atmosfera da locanda dei conquistadores affascinante. Il prezzo alla nostra portata.

>>>continua