Laguna Colorada
P
artiamo che è ancora buio tutti un po’ rintronati: si dorme poco con questo freddo e doversi svegliare in piena notte per andare in bagno ha voluto dire cercare la pila, vestirsi, scendere incolumi delle scale di legno che portano in cortile dalla stanza, cercare di non far cadere la pila nel buco del gabinetto, risalire le scale, rispogliarsi e rimettersi nel letto. E’un’operazione che porta via un buon pezzo di sonno.Se poi lo devi fare più di una volta giuri a te stesso che non berrai mai più birra. Poi naturalmente non lo fai. Viaggiamo per gran parte della giornata attraversando paesaggi da sogno, inerpicandoci con la jeep sempre più su, per strade bianche: attraversiamo piccole valli solcate da torrenti e corsi d’acqua dove gruppi di lama si abbeverano incuranti della nostra presenza, ci fermiamo in una piana dove sgorgano sorgenti calde e i più temerari si spogliano per fare il bagno (fuori ci saranno 3 gradi!).
A
rriviamo al secondo bivacco, Laguna Colorada, un immenso lago vulcanico sulla vetta del mondo: 4278 metri. Un lago che, a causa di alghe e microorganismi particolari, è rosso. Proprio rosso, senza dubbio. Dentro al lago stazionano stormi di fenicotteri rosa. Sembra un’allucinazione.Saricati gli zaini in una delle tante camerate del rifugio camminiamo lungo il lago. Attorno le cime delle montagne sono bianche di neve, attraversiamo a piedi una miniera a cielo aperto di talco, osserviamo in silenzio lo spettacolo magnifico che ci circonda. Come cala il sole la temperatura scende improvvisamente di almeno dieci gradi sotto lo zero.
La guida-autista ci ha cucinato per cena su un fornellino un minestrone acquoso e pasta al sugo: spazzoliamo tutto, qui non si butta via niente! La notte è decisamente dura: altitudine e gelo sono un mix pesantissimo. Arriviamo vivi alla successiva alba.
>>>continua

