Falta un pasajero!
A
l risveglio ci gustiamo il raduno dei bambini nel cortile della vicina scuola con tanto di alza bandiera e inno nazionale. Ripartiamo alla volta di Uyuni: ultima tappa il cimitero dei treni a mezz’ora dal villaggio. Lungo binari morti che corrono accanto alla strada decine e decine di treni, vagoni, locomotive, stazionano arrugginiti in mezzo alla pianura. Immobili e silenziosi, smontati pezzo a pezzo dai cacciatori di ferro, sono scheletri preistorici bruciati dal sole e consumati dal vento.Ci camminiamo in mezzo, ci arrampichiamo sopra ed è come se i treni viaggiassero ancora per noi. Sono lì a testimoniare il loro passato di fatica e di storie. Non un cumulo di ferraglia, un cimitero vero e proprio. Ciò che era vivo può morire. Come un’anima qualsiasi. Tornati ad Uyuni dobbiamo aspettare le 10 di sera per partire con il bus che ci riporterà a La Paz. Lasciamo gli zaini nella piccola agenzia che ci ha organizzato il tour dei giorni appena trascorsi.
P
assiamo il resto della giornata tra un mate de coca e una birra. Ceniamo con gli amici spagnoli e quando andiamo a riprenderci gli zaini l’agenzia è inesorabilmente chiusa. Aspettiamo speranzosi, ma quando manca solo un quarto d’ora alla partenza del bus la questione si fa inquietante: che fare ?Pensiamo due minuti, chiediamo ai “vicini di negozio”. Nessun risultato. Il tempo per pensare finisce. Sfondiamo la porta. Rimedio estremo. Con gli zaini in spalla corriamo fino alla stazione dei bus e saltiamo per un pelo sul nostro. Comincia un lungo viaggio notturno. Lo spazio vitale tre i sedili consente al massimo la posizione a zeta o esse rovesciata con ginocchia in bocca.
Dopo qualche ora ci fermiamo in una landa desolata con un piccolo ristoro: tappa tecnica wc. Tutti giù. Il wc non c’è. Pazienza. La facciamo dietro ad un muro. Risaliamo nel loculo. L’autista parte.
N
el buio della notte un uomo ci corre accanto. Un’allucinazione ? Dal fondo del bus gridano: “Falta un pasajero! Falta un pasajero!”. Ecco, appunto quel povero cristo che ci sta inseguendo a piedi. Tutti sembrano molto divertiti. Tranne il pasajero. Lo recuperiamo. Salvo.Arriviamo ad Oruro in piena notte e cambiamo bus per la seconda tratta. Alla stazione non ti puoi sbagliare. Urlatori professionisti ti indicano le partenze: “A La Paz! A La Paz! “ da una parte, “A Cochabambaaaaaaa!” dall’altra. Il nuovo bus è più comodo dell’altro e ci pregustiamo qualche ora di sonno durante il viaggio. Sbagliato. Come arriviamo in piena pampa il bus si scassa.
Tutti giù di nuovo. L’autista accende un fuoco per scaldarci e per segnalare la nostra presenza. Dopo una lunga e vana attesa di un meccanico alcuni tra cui noi decidono di fermare il primo bus che passa e farsi caricare a forza anche se posto a sedere per tutti non c’è….
>>>continua

