Spagna
Anno del viaggio: una dozzina di volte tra il 1979 ed il 2000
Alcuni itinerari:
1979 tour lungo la costa mediterrranea: Barcellona, Valencia, Alicante, Murcia, Granada, Malaga, Toledo, Madrid e ritorno.
1982 tour atlantico: Barcellona, San Sebastian, Bilbao, Santander, Burgos, Madrid, Toledo, Saragozza, Barcellona e ritorno.
1983 da Torino con un biglietto per Tangeri, Marocco. Persi a Barcellona e Valencia, mai arrivati a destinazione.
1988 Dai Paesi Baschi fino a La Coruna in Galizia
1992,1993,1994….2000 Cadaques e Catalunya.
Note e ricordi:
C
hi non è stato in vacanza in Spagna almeno una volta negli anni ’80 scagli la prima pietra.Per un italiano della nostra generazione la penisola iberica rappresentava la prima occasione “facile” di viaggio all’estero: avventuroso, divertente e soprattutto a basso costo.E così anche noi, da bravi italiani medi, abbiamo alcuni viaggi spagnoli da segnalare sulla mappa.
Sicuramente, al di là del divertimento classico mare – sole – notti insonni, la Spagna offriva, ed offre, uno splendore e una ricchezza di storia, architetture, natura che meritano almeno una vacanza.
Se diventa difficile trovare qualcosa da aggiungere di nuovo nella descrizione della bellezza di città come Barcellona o Madrid, non bisognerebbe rinunciare assolutamente allo splendore di Granada e dell’ Alhambra, la città araba perfettamente conservata posta sulle colline. Un viaggio medievale tra palazzi arabescati, cortili, specchi d’acqua e silenzio.
P
er una emozione straniante: da non perdere, verso Madrid, la visita al Monastero de Piedra, un interessante monastero, collocato in una inaspettata isola verde dell'assolato altopiano centrale. Una vera e propria oasi.E naturalmente Toledo, la bellissima città medievale (conosciuta nel mondo anche per la sua produzione di lame) situata su una piccola collina con il fiume Tago che la circonda su tre lati.E dalle atmosfere mediterranee e infuocate in poche ore di viaggio si può raggiungere la costa nord per respirare l’aria ventosa dell’Oceano, con le sue onde alte e scure, i suoi cieli grigi e i boschi fitti fin sulla riva del mare.
Ma un’altra immagine della Spagna, come di qualsiasi altro paese naturalmente, può essere restituita anche in altro modo: scegliere un luogo, anche piccolo, e tornarci più volte. Come ha fatto Sigfrido con Cadaques.
Cadaques è nota ai più per essere stata per decenni la dimora di Salvador Dalì , il visionario pittore che ha lasciato qui una scia di leggenda e un notevole seguito di artisti o presunti tali, tutti in cerca della giusta ispirazione che il geniale e sornione catalano pareva aver trovato. Tornare e ritornare qui a Cadaques, cenare al Bodegon di casa Anita in compagnia del funambolico proprietario Juanito, visto recentemente in un intervista TV, è stato un piacevole rito ripetuto per varie volte tra il ’92 e il 2000.
Alcuni qui a Cadaques si sono persi, come una coppia di inglesi perennemente ubriachi (attori di una famosa serie TV degli anni ’70), altri si limitano a sedersi al Cafè Maritim davanti alla baia e sorseggiare un Cremat respirando la strana atmosfera a metà tra arte e artificio che questo porticciolo emana.
>>> Messico 88

