Nepal


Anno del viaggio : 1994

Come: Aereo + mezzi locali + trekking

Itinerario:

In Aereo:
Torino – Francoforte – New Delhi – Kathmandu e ritorno

In Pulmann-Camion :
Kathamndu – Dumre

A piedi :
Dumre - Besishahar – Bahundanda – Chamje – Tal – Bagarchap – Chame - Pisang – Manang – Phedi – Thorong La – Muktinath – Jomsom – Kalopani – Tatopani – Shika – Ghorepani – Macchapukkre Birethanti – Pokhara.

In Pullman
Pokhara - Kathmandu
 
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F

in da bambino avevo sognato di poter vedere da vicino le vette dell’Hymalaya, quando scrutavo gli atlanti cercando di memorizzare quei nomi – Daulaghiri, Macchapucchre, Everest (o Sagarmatha, suo nome vero); Mi ricordo la sera prima di partire di aver visto per caso in TV un documentario proprio sulla zona dell’Annapurna…. credo di non aver chiuso occhio, quella notte.

Comunque, l’arrivo a Kathmandu è stata una delle cose più stranianti: dopo aver letto tutto quello che era possibile leggere sul Nepal , mi ero fatto un’idea sullo stato in cui l’avremmo trovato : povero, dimesso, caotico e polveroso. Ecco che però vengo smentito prontamente appena arrivati all’aeroporto: legni pregiati, sala d’aspetto lumunosa e ricca di tappeti e opere d’arte locali; ma dove siamo?!?. All’apertura del cancello capisco che l’aeroporto (come poi ho saputo dopo) era l’unica cosa appena restaurata, per il resto l’assalto dei taxi scassati , dei bambini sorridenti e sporchi e dei cani pulciosi (e dell’odore forte di spezie ed immondizia) mi fa capire che effettivamente mi trovo nel terzo mondo.

Kathmandu

A

Kathmandu passiamo le prime ore a cercare un fantomatico alberghetto che ci aveva raccomandato un nostro amico. Lo troviamo, anche se questi qui del nostro amico non si ricordano e le foto-ricordo che gli abbiamo portato li lasciano indifferenti ( a ritorno dal trekking scopriremo che l’albergo cercato era un altro con lo stesso nome)…

Dopo alcuni giorni trascorsi ad abituarsi a questo mondo brulicante di vita e di bellezza e di cose che ti colpiscono alla bocca dello stomaco per la loro apparente crudeltà, si scopre un popolo di una sincerità e di una apertura a noi sconosciuta, e si impara presto ad amare i suoni, gli odori forti e le facce così diverse che si incontrano. Passare pomeriggi interi a girare per le strade imbambolati è cosa normale, almeno per i curiosi come me.
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Il Trekking

G

ran parte dei 35 giorni passati qui in Nepal li abbiamo spesi, io ed il mio compagno di viaggio Gianni, a faticare sotto il peso di due zaini mostruosi su è giù per i sentieri e le mulattiere di un classico del trekking: L’Annapurna Trail. Duecento chilometri in mezzo a scenari di indescrivibile bellezza per ventidue giorni di cammino, dai 600 m di Dumre fino ai 5600 m del passo del Thorung La, e poi giù per la valle di Muktinath e Jomsom fino a Pokhara.

Al ritorno a Kathmandu : 8 chili di peso in meno, una forma fisica mai più raggiunta in seguito e una serie di ricordi che posso solo provare a condividere con voi atraverso le fotografie scattate laggiù.

A dieci anni di distanza da quel viaggio mi ferisce leggere dei morti e della guerra civile in atto in Nepal, un paese dove c’è un re inetto dalla faccia idiota, dove ci sono i ribelli maoisti (!), ed un popolo gentile che meriterebbe decisamente di meglio…Andateci, non ve ne pentirete!

>>>Cile 1998