Irlanda 1991


Anno del viaggio: 1991

Come: aereo + auto in affitto

Itinerario : Aereo Milano – Dublino - Milano

Auto :  Dublino – Wicklow – Waterford – Cork – Killarney – Tralee – Doolin’ – Aran Islands – Galway – Ballina – Sligo – Donegal - Letterkenny - Derry - Giant’s Causeway -  Ballymena – Belfast – Drogheda – Dublino.

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n viaggio di tre settimane in una terra antica e splendida, in un periodo (il 1991) in cui ancora il turismo da queste parti era abbastanza scarso e in alcune contee più remote i Bed & Breakfast costavano cifre irrisorie e la gente ti fermava per strada o nei pub per chiederti notizie dell'Italia (sopratutto del Papa).
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uasi seimila km percorsi alla velocità massima di quaranta all’ora per non perdere neanche un lembo di terra, un’insenatura o una spiaggetta solitaria dalla quale contemplare l’Oceano.

Ricordo i pub pieni di gente di tutte le età, con nonnine a bere Guinness come camionisti, ed i ragazzini fuori ad aspettare di compiere 15 anni per poter entrare (non ancora bere), per quello ci volevano 18 anni. Un paese dove all’epoca non servivano una pinta di birra ad una donna, solo ½. Alla domanda rivolta al barista – come faccio se voglio una pinta? – la risposta laconica: ne ordini ½ pinta adesso ed un’altra ½ più tardi.

 
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poi scogliere, prati verdissimi che finiscono nell’oceano, pecore e pastori come in un quadro impressionista. Una vita tranquilla, ora. Difficile immaginare l’Irlanda descritta dai libri sulla grande carestia del secolo precedente, secolo in cui un terzo degli Irlandesi morì di stenti ed un altro terzo partì senza nulla in tasca alla volta dell’America, unendosi agli italiani e a tutti quelli in cerca di una vita decente.

L’Irlanda del 1991 già faceva presagire lo sviluppo selvaggio e un po’ squilibrato che sarebbe venuto di lì a poco, dopo che le mulitinazionali europee scoprirono la manodopera a basso costo a due passi da casa senza finire per forza in Pakistan.

Sono tornato ancora nel 1996, ed ho trovato decisamente più gente, ma tutto sommato le zone più remote conservavano un fascino difficile da spiegare... il vento, gli improvvisi acquazzoni, gli squarci di sole inaspettati, i villaggi sonnacchiosi. Ora non ho idea di come sia cambiata: mi dicono che per andare alle Isole Aran si può prendere l'aereo; ai tempi c'era solo un battello in balia delle onde (con le conseguenze sullo stomaco che potete immaginare).

Credo però che questa terra, e tutta questa gente così orgogliosa e fiera, manterrà comunque a lungo quelle meraviglie che ti lasciano senza fiato, come quando al fondo di un immenso prato improvvisamente la terra cede il posto allo strapiombo delle scogliere di Moher come fossero – davvero lo sono? – le colonne d’Ercole.  

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