page3_4

Anjelino perso sull'isola di Flores



Nota di premessa: Angelino, la nostra guida sull’isola di Flores, è una persona gentile e volenterosa che combatte ogni giorno con la grande difficoltà che comporta il dover tirare a campare in un paese povero, sfruttato e dimenticato. Qui molte persone come lui si guadagnano il pane quotidiano portando i turisti in giro per l’isola con jeep di proprietà di ricchi cinesi. Dei soldi che incassano vedranno probabilmente il 10% scarso. Forse nella storia che segue questo passa un po’ in secondo piano ed ecco il motivo di questa nota di premessa. Dovuta.


Le rovine di Maumere

M

aumere, Flores, Indonesia: ad est di Giava, di Bali, di Lombok ecco la cattolica e poverissima Flores che ci accoglie in una mattina di sole.  La piccola città ferita dai terremoti sonnecchia tra le rovine mai ricostruite delle sue vecchie case. I turisti che si spingono fin qui sono pochi e naturalmente contesi dalle guide locali; sceglierne una per attraversare l’isola è fondamentale. Scarsissimi sono i bus e assenti i treni. Ma scegliere una buona guida è anche una lotteria. Che abbiamo perso.

Vota Angelino

S

cesi dall’aereo la fortuna ci fa intercettare un giovane ragazzo che, in un fluente inglese, ci convince a salire sulla sua auto e ci porta in un piccolo albergo (sicuramente dello zio). Ci diamo un appuntamento nel  pomeriggio per contrattare il prezzo del tour dell’isola dei giorni a venire. I punti a suo favore sono: inglese ottimo, età similare alla nostra, simpatia, auto in suo possesso discreta. I punti a suo sfavore sono: il prezzo. Furbi come due faine ci lanciamo in una contrattazione estenuante sicuri di avere la meglio. Risultato: il nostro amico ci lascia con un “ci penserò” e sparisce nel nulla. Perso il primo giro di contrattazioni incontriamo una serie di altre guide, valutiamo offerte e, dopo molto pensare, scegliamo Angelino: all’apparenza di mezza età, magro e baffuto, pacato ma estremamente insistente.  Perché scegliamo proprio lui? Ancora ce lo stiamo chiedendo. 

Angelino  drive a car

L

a mattina seguente il buon Angelino si presenta all’alba per la partenza. Ci aspettano molti chilometri e alcuni giorni in sua compagnia tra foreste, vulcani, villaggi sperduti e strade sterrate. Ci sorprende immediatamente alla prima tappa del nostro tour quando cerchiamo di capire perché  siamo fermi sul ciglio della strada a guardare la corteccia di un albero: il suo inglese comprende all’incirca dieci vocaboli. Ma ieri non ce ne siamo accorti? Ma in che lingua abbiamo contrattato? Mah, comunque indietro non si può tornare. Ci faremo aiutare dai gesti. Sulle strade di terra e sassi la nostra guida pilota disinvolta, un po’ troppo a volte, soprattutto in curva o nell’incrocio con altri mezzi in direzione opposta, ogni dieci minuti si accende un Kretek, sigarette puzzolenti aromatizzate con chiodi di garofano, discretamente allucinogene, e la sua auto comincia a mostrare tutte le ferite rappezzate provvisoriamente. Dio ci aiuti.

Terrore in paradiso

D

opo una intera giornata di sobbalzi lungo l’isola, varie tappe, alcune incomprensibili, e tentativi falliti di conversazione con il buon Angelino eccoci arrivati a Moni, nell’interno, ai piedi del vulcano che domattina visiteremo. Troviamo alloggio e dopo una passeggiata tra le risaie scopriamo il nostro piccolo paradiso: pozza d’acqua tiepida e una cascata tra le rocce. Via i pantaloni e ci tuffiamo. Sarà l’atmosfera, sarà la stanchezza, ecco il colpo di genio in agguato: “Nuotiamo fin sotto la cascata, sì, dai, dai…” Detto fatto eccoci sotto il potente getto d’acqua che…in secondi due, netti, ci trascina a fondo in un gorgo imprevisto. Riusciamo ad uscirne non si sa bene come solo dopo aver bevuto un bel po’: alla faccia delle infezioni intestinali! Che fare ? Spezzare il momento magico e poetico, mettersi due dita in gola e… torniamo mogi verso il nostro giaciglio ricoprendoci di insulti. Forse nessuno ci ha visti. Speriamo.

>>> continua